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	<title>Italian China Briefing News</title>
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		<title>Roadshow “Italia – Vietnam”, IDE ? Xin cam on (sì, grazie!)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa primavera l’Italia è stata teatro di un importante evento che ha visto protagonisti istituzioni, imprenditori, camere di commercio e rappresentanti di società sia italiane che vietnamite. Lo scopo è creare una maggiore consapevolezza, soprattutto tra noi italiani, di un Paese che si sta affermando nello scenario internazionale in maniera sempre più forte in termini di popolazione (quinto al mondo con 88 milioni di abitanti), crescita (anche durante la crisi ha chiuso il 2011 con un incremento del PIL superiore al 5%) e appetibilità per quanto riguarda opportunità di investimento. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/roadshow-%e2%80%9citalia-%e2%80%93-vietnam%e2%80%9d-ide-xin-cam-on-si-grazie.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa primavera l’Italia è stata teatro di un importante evento che ha visto protagonisti istituzioni, imprenditori, camere di commercio e rappresentanti di società sia italiane che vietnamite. Lo scopo è creare una maggiore consapevolezza, soprattutto tra noi italiani, di un Paese che si sta affermando nello scenario internazionale in maniera sempre più forte in termini di popolazione (tredicesimo al mondo con 88 milioni di abitanti), crescita (anche durante la crisi ha chiuso il 2011 con un incremento del PIL superiore al 5%) e appetibilità per quanto riguarda opportunità di investimento.</p>
<p>Il Roadshow “Italia – Vietnam” si è tenuto in Italia dal 26 al 30 Marzo, passando per Milano, Bologna, Padova e Pesaro. L’organizzazione è stata coordinata da diversi attori, attivi in questo ambito: Unido (Organizzazione per lo sviluppo industriale delle Nazioni Unite) Confindustria,  Ambasciata d’Italia in Vietnam,e il Ministero per gli Affari Esteri Italiano. Tra i relatori, presenti alcuni nomi provenienti dal mondo della consulenza in materia di investimenti all’estero e di internazionalizzazione d’impresa, come Dezan Shira and Associates, e Navigos, società leader in servizi di recruitment, gestione personale e headhunting; tra i soggetti istituzionali, Lorenzo Angeloni, Ambasciatore Italiano ad Hanoi, Tomaso Andreatta, Vice Presidente di Eurocham (la Camera di Commercio Europea in Vietnam), Michele D’Ercole, Presidente di Icham (Camera di Commercio Italiana in Vietnam). Infine, erano presenti alcuni rappresentanti di imprese italiane operanti in Vietnam, che hanno contribuito con le loro testimonianze dirette agli incontri.<img class="aligncenter size-medium wp-image-959" title="pesaro" src="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/04/pesaro2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><span id="more-947"></span></p>
<p>Lo scopo del Roadshow é stato quello di illustrare e analizzare le principali caratteristiche del mercato Vietnamita, i suoi pregi e difetti, il suo sistema legale e fiscale (entrambi parametri di estremo rilievo nelle decisioni di internazionalizzazione) e di promuovere la collaborazione, in diverse forme, tra imprese e investitori italiani e vietnamiti: lo scopo ultimo infatti è estrarre e consolidare il potenziale ancora nascosto di questo Paese che, come accennato, sta guadagnando posizioni sui suoi principali competitors quali Cina, India e Brasile.</p>
<p>Un passo fondamentale per raggiungere questo obiettivo in maniera sostenibile è favorire la conoscenza reciproca al livello di settore privato e la creazione di rapporti di fiducia, sempre alla base di relazioni commerciali durature.</p>
<p>L’Italia e il Vietnam hanno molti punti di contatto, specialmente da un punto di vista economico e produttivo. Basti pensare che in Vietnam il settore principale è quello tessile, che da solo impegna il 10% dell’intera produzione industriale, seguito dalla produzione di calzature e lavorazione del cuoio (che genera il 10% del PIL e rende il Vietnam il quarto produttore mondiale di calzature) e dalla lavorazione e produzione di mobili e oggetti d’arredo in legno. Questi settori fanno storicamente parte anche della tradizione industriale italiana (basti pensare al tessile nel Nord-est, alle concerie di cuoio del pratese, al polo calzaturiero marchigiano, e ai produttori di mobili, che vantano cluster produttivi in quasi tutta Italia), e oggi come mai nella storia, la concorrenza sui prezzi proveniente dall’Asia e la crisi economica stanno spingendo molte PMI attive nei sopracitati settori a cercare nuove opportunità all’estero, sia in ottica di delocalizzazione della produzione che di ricerca di nuovi mercati di sbocco.</p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">Il prossimo appuntamento, che vanta la coordinazione di <a href="http://www.unido.it/ita/vietnam.php">UNIDO</a> è proprio in Vietnam, a Ho Chi Minh city, dal 24 al 26 Maggio, intitolato “ENTERPRISE PARTNERSHIPS FOR DEVELOPMENT FORUM IN VIETNAM”. Lo scopo ancora una volta, è quello di favorire l’incontro e il dialogo tra operatori italiani e Vietnamiti attivi nell’industria dell’arredamento e della lavorazione del legno.</span></strong></h2>
<p><strong><span style="color: #000000;"><br />
</span></strong></p>
<p>La promozione e il networking in un Paese emergente non sono solo uno strumento volto ad accrescere il ritorno degli attori direttamente coinvolti: insito in questo genere di attività vi è un insieme di benefici per la comunità e il sistema paese, come un miglioramento complessivo delle condizioni di vita, migliori condizioni lavorative e l’introduzione di pratiche di rispetto dell’ambiente non ancora diffuse in queste aree del pianeta.</p>
<p><a href="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/04/Roadshow-Delegation.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-962" title="Roadshow Delegation" src="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/04/Roadshow-Delegation-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p><em>Dezan Shira &amp; Associates, società di consulenza specializzata nell’assistenza agli investimenti diretti esteri nei paesi dell’Asia Emergente, è la più grande società di consulenza contabile e fiscale a partecipazione italiana in Asia.</em></p>
<p><em>Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci al seguente indirizzo: </em><a href="mailto:italiandesk@dezshira.com">italiandesk@dezshira.com</a> <em>o visitare il sito:</em> <a href="http://www.dezshira.com/it/">http://www.dezshira.com/it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Nuovo numero di China Briefing</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la strategia di crescita futura di un numero sempre più elevato di aziende ruota attorno ad operazioni condotte in Cina o in Asia, sistemi di controllo interno non sufficientemente efficaci rischiano di compromettere il risultato economico d'esercizio nelle proprie controllate estere. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/nuovo-numero-di-china-briefing.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-935" style="line-height: 19px; font-size: 13px;" title="201203-Ita-cover" src="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/04/201203-Ita-cover-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /><strong style="text-align: left;">Sistemi di Controllo Interno e Audit</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Mentre la strategia di crescita futura di un numero sempre più elevato di aziende ruota attorno ad operazioni condotte in Cina o in Asia, sistemi di controllo interno non sufficientemente efficaci rischiano di compromettere il risultato economico d&#8217;esercizio nelle proprie controllate estere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo numero di China Briefing è dedicato alla comprensione di alcuni efficaci sistemi di controllo gestionale nel contesto cinese e al ruolo dell&#8217;internal audit al fine di individuare e prevenire eventuali frodi all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<div><span style="color: #000000;"><strong>In questo numero</strong>:</span></div>
<div>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">Sistemi di Controllo Interno e Audit in Cina</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Sistemi di Controllo Interno e Quadro Normativo dell&#8217;Internal Audit</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Operational Audit: Lezioni per il Controllo Interno</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Sistema di Controllo Interno per la Prevenzione delle Frodi: Checklist</span></li>
</ul>
</div>
<p><span style="color: #000000;">Per acquistare questo numero di China Briefing</span> <a href="http://www.asiabriefingmedia.com/store/index.php?main_page=product_info&amp;cPath=97_94_102&amp;products_id=608">clicca qui</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Cina permette alle aziende di commerciare in RMB</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/la-cina-permette-alle-aziende-di-commerciare-in-rmb.html/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 02:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti Diretti Esteri e Commercio Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regulatory Update]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cina ha recentemente compiuto un altro grande passo verso l'internazionalizzazione della sua moneta locale, il renminbi (RMB) o yuan. In base alle nuove normative rilasciate dalla Banca Popolare Cinese (People’s Bank of China o PBC), gli enti commerciali di tutto il mondo possono ora commerciare in RMB, soggetti a restrizioni locali. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/la-cina-permette-alle-aziende-di-commerciare-in-rmb.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di Vivian Ni</p>
<p>La Cina ha recentemente compiuto un altro grande passo verso l&#8217;internazionalizzazione della sua moneta locale, il renminbi (RMB) o yuan. In base alle nuove normative rilasciate dalla Banca Popolare Cinese (People’s Bank of China o PBC), gli enti commerciali di tutto il mondo possono ora commerciare in RMB, soggetti a restrizioni locali.<span id="more-919"></span></p>
<p>Secondo la circolare &#8220;Circular on Issues Concerning the Administration of Enterprises Settling Goods Export in RMB (yinfa[2012] N.23)&#8221; rilasciata il 3 febbraio 2012 da PBC, Ministero delle Finanze, Ministero del Commercio, General Administration of Customs e China Banking Regulatory Commission, tutte le imprese con sede in Cina dedite ad importazione ed esportazione sono autorizzate a commerciare beni in RMB.</p>
<p>La nuova circolare solleva le precedenti restrizioni che richiedevano agli esportatori di beni cinesi di acquisire il riconoscimento dalla PBC prima di poter effettuare scambi in RMB. Oltre 60.000 aziende hanno ottenuto tale autorizzazione, ma il nuovo rilassamento della politica aumenterà in modo significativo il numero di aziende autorizzate a utilizzare il renminbi. Il nuovo sistema consentirà alle società di utilizzare la moneta per regolare tutto il commercio transfrontaliero di beni e servizi, nonché di altre transazioni sui propri conti correnti.</p>
<p>Tuttavia, anche nell&#8217;ambito del nuovo regime, le aziende non sono esonerate da controlli. Coloro che nei due anni precedenti abbiano violato norme doganali, commerciali o finanziarie, saranno messi sotto sorveglianza speciale e non saranno autorizzati a depositare redditi all&#8217;estero in RMB.</p>
<p>I governi locali rinnoveranno annualmente l&#8217;elenco delle imprese soggette a tale sorveglianza speciale.</p>
<p>Nel tentativo di ridurre la sua dipendenza dal dollaro americano e aumentare l’importanza globale del RMB, la Cina ha adottato diverse misure per ampliare l&#8217;uso della sua moneta all&#8217;estero. Oltre a sostenere Hong Kong, Singapore e Londra nel diventare centri offshore in RMB, il governo ha anche stabilito currency swap con più di 14 paesi per aumentare la liquidità offshore in RMB.</p>
<p>La Cina sta anche considerando di allentare lo stretto controllo sul RMB, mossa che potrebbe dare ai commercianti una maggiore sicurezza nell&#8217;uso della moneta. Attraverso tentativi di liberalizzare i propri conti capitale e sviluppare i propri mercati finanziari, la Cina mira a rendere il renminbi sostanzialmente convertibile entro il 2015.</p>
<p>Le misure governative adottate finora hanno dimostrato di essere un grande successo e hanno portato a un aumento degli insediamenti transfrontalieri del RMB. Il totale degli scambi stabiliti in renminbi è aumentato di quattro volte alla fine del 2011 rispetto all&#8217;anno precedente e ha raggiunto 2.1 miliardi di RMB, pari al 9 per cento del totale delle importazioni e delle esportazioni della Cina nel 2011.</p>
<p>Le imprese internazionali &#8211; soprattutto quelle che operano in regioni con una moneta locale che non sia il dollaro americano &#8211; stanno mostrando un crescente interesse in scambi in RMB quando negoziano direttamente con la Cina. La fatturazione e il pagamento in RMB riducono notevolmente la loro esposizione ai rischi di turbolenza del tasso di cambio, e più semplici procedure di trasferimento offrono loro una maggiore libertà di scegliere la moneta che crea la soluzione più vantaggiosa.</p>
<p>Sempre più multinazionali stanno vedendo crescere anche depositi e capitali in RMB come un mezzo per diversificare il proprio capital portfolio. Un numero di grandi società straniere accorrevano a Hong Kong l&#8217;anno scorso per rilasciare i c.d. dimsum bonds, rivelando una maggiore richiesta per detenere RMB in attesa di un ulteriore apprezzamento della valuta.</p>
<p>Le società estere che desiderino effettuare transazioni transfrontaliere in RMB possono aprire conti off-shore in RMB presso le banche qualificate. A partire dall’ottobre 2010, la Cina ha anche consentito alle aziende estere di aprire conti in RMB per non residenti presso banche locali, ma e’ loro richiesto di dimostrare che tali conti siano solo aperti per operazioni transfrontaliere in RMB, e presentino la relativa documentazione per l&#8217;approvazione del PBC.</p>
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		<item>
		<title>Minori in viaggio: obbligo per i minori di essere muniti di passaporto individuale entro il 26.6.2012</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/minori-in-viaggio-obbligo-per-i-minori-di-essere-muniti-di-passaporto-individuale-entro-il-26-6-2012.html/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 02:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 26 giugno 2012 i minori cittadini di Paesi dell’Unione Europea potranno viaggiare solo se muniti di idoneo documento di viaggio individuale (passaporto o carta di identità valida per l’espatrio). I minori oggi iscritti sul passaporto dei loro genitori dovranno pertanto essere muniti di passaporto personale. Si suggerisce di verificare attentamente e con il dovuto anticipo la necessità di richiedere un passaporto individuale per i minori, al fine di consentire il tempestivo rilascio del documento. Fonte: http://www.ambpechino.esteri.it/Ambasciata_Pechino/Archivio_News/Passaporto+Minori.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 26 giugno 2012 i minori cittadini di Paesi dell’Unione Europea potranno viaggiare solo se muniti di idoneo documento di viaggio individuale (passaporto o carta di identità valida per l’espatrio).<span id="more-912"></span><br />
I minori oggi iscritti sul passaporto dei loro genitori dovranno pertanto essere muniti di passaporto personale.</p>
<p>Si suggerisce di verificare attentamente e con il dovuto anticipo la necessità di richiedere un passaporto individuale per i minori, al fine di consentire il tempestivo rilascio del documento.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ambpechino.esteri.it/Ambasciata_Pechino/Archivio_News/Passaporto+Minori.htm">http://www.ambpechino.esteri.it/Ambasciata_Pechino/Archivio_News/Passaporto+Minori.htm</a></p>
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		</item>
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		<title>L’Italia svende ai Cinesi : siamo arrivati proprio alla canna del gas…</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/l%e2%80%99italia-svende-ai-cinesi-siamo-arrivati-proprio-alla-canna-del-gas%e2%80%a6.html/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 08:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investimenti Diretti Esteri e Commercio Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato agevolazione rilascio visti per i cinesi che acquistano immobili. L'Italia rafforza la sua politica di facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini cinesi che vogliano acquistare immobili in Italia. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/l%e2%80%99italia-svende-ai-cinesi-siamo-arrivati-proprio-alla-canna-del-gas%e2%80%a6.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicato agevolazione rilascio visti per i cinesi che acquistano immobili</strong><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><em>L&#8217;Italia rafforza la sua politica di facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini cinesi che vogliano acquistare immobili in Italia<span id="more-903"></span></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese nell’ambito delle iniziative tese a promuovere gli investimenti di cittadini e imprese cinesi in Italia, nel pieno rispetto della normative in vigore, faciliterà il rilascio di visto per residenza elettiva per coloro i quali intendono effettuare significativi investimenti immobiliari in Italia e stabilirvi la residenza per sé e la propria famiglia.</p>
<p>In particolare , la Rete Consolare italiana in Cina, al cittadino cinese che intenda: investire in proprietà immobiliari in Italia del valore catastale di almeno €1.000.000 euro, in sede di esamina dei requisiti per la concessione del visto per residenza elettiva, applicherà i requisiti minimi di cui al recente Decreto del Ministero degli Affari esteri n˚ 850 del 11.5.2011, entrato in vigore il 2 dicembre 2011.</p>
<p>L’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata e’ a disposizione per fornire ogni ulteriore delucidazione.</p>
<p>L’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Attilio Massimo Iannucci, ha dichiarato: “incrementare lo scambio di investimenti tra Italia e Cina e promuovere, in particolare, investimenti cinese nel settore immobiliare in Italia costituisce un obiettivo strategico dell’Ambasciata d’Italia in Cina a sostegno dell’economia italiana. Negli ultimi mesi abbiamo registrato un crescente interesse di investitori cinesi intenzionati ad acquistare immobili in Italia ma anche una loro preoccupazione circa la reale possibilità di poter poi godere gi questi immobili per loro o per i propri figli interessati spesso frequentare corsi universitari in Italia. Nel favorire l’ingresso e il soggiorno in Italia, dei cittadini cinesi che vogliano investire in modo significativo nel nostro paese, l’Italia conferma di voler creare le migliori condizioni per accogliere un numero sempre maggiore di capitali cinesi in Italia, consapevoli che cio’ potrà rafforzare ulteriormente la partnership strategica tra l’Italia e la Cina”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fiscalità Cina &#8211; India a confronto</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/fiscalita-cina-india-a-confronto.html/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 02:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza, Tassazione e Contabilita’]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.china-briefing.com/news/it/?p=882</guid>
		<description><![CDATA[Cina e India, con una popolazione superiore ai 2,5 miliardi, saranno nei prossimi decenni al centro delle dinamiche economico-commerciali internazionali. Ma i loro sistemi legali e fiscali sono ancora in piena evoluzione e sotto certi aspetti confusi.
In Cina e in India le imposte totali sui profitti sono molto simili (i due paesi si controllano a vicenda per non perdere appetibilità nei confronti degli investitori stranieri) ma vi sono alcune importanti differenze che andremo di seguito ad evidenziare. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/fiscalita-cina-india-a-confronto.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cura di <a href="http://www.dezshira.com/it/rosario-di-maggio.html">Rosario di Maggio</a></em></p>
<p>Cina e India, con una popolazione superiore ai 2,5 miliardi, saranno nei prossimi decenni al centro delle dinamiche economico-commerciali internazionali. Ma i loro sistemi legali e fiscali sono ancora in piena evoluzione e sotto certi aspetti confusi.</p>
<p><span id="more-882"></span></p>
<p>Oltre alle imposte fiscali vigenti, bisogna considerare gli accordi sulla doppia imposizione, le reali pratiche locali, le urgenze date dalla situazione economica e politica…</p>
<p>In Cina e in India le imposte totali sui profitti sono molto simili (i due paesi si controllano a vicenda per non perdere appetibilità nei confronti degli investitori stranieri) ma vi sono alcune importanti differenze che andremo di seguito ad evidenziare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CINA</strong></p>
<p><strong><em>Imposta sul reddito delle società</em></strong></p>
<p>L&#8217;imposta sul reddito societario in Cina, sia per le succursali cinesi di imprese straniere che per le società di proprietà cinese, impone un&#8217;aliquota del <strong>25% sugli utili</strong>. Vi sono alcune eccezioni, ad esempio per le società operanti nei settori incentivati, che possono usufruire di un&#8217;aliquota ridotta al 15%.</p>
<p>Alcuni incentivi fiscali premiano le società produttive operanti nei settori considerati di nuova o alta tecnologia, sebbene non sia sempre facile ottenere le dovute certificazioni, incluso la deducibilità di parte delle spese d’intrattenimento, pubblicità e promozione commerciale, così come parte delle spese per ricerca e sviluppo.</p>
<p>In Cina, le <strong>perdite</strong> fiscali generate dalla società possono essere riportate nell&#8217;esercizio successivo per un periodo massimo di <strong>cinque anni</strong>.</p>
<p>Le società estere, costituite in base a normative estere che non hanno né una sede né la gestione manageriale in Cina, sono tenute a pagare soltanto l&#8217;imposta sul reddito generato all&#8217;interno della Repubblica Popolare.</p>
<p><strong><em>Imposta sul valore aggiunto</em></strong></p>
<p>Tutte le società e gli individui coinvolti nella vendita di beni, lavorazioni, servizi di riparazione o di ricambio, e nell’importazione di beni in Cina sono soggetti all&#8217;imposta sul valore aggiunto (IVA).</p>
<p>Le società soggette a IVA si dividono in due categorie: contribuenti ordinari e piccoli contribuenti. Le società, sia domestiche che a investimento straniero, sono tenute a ottenere lo status di contribuente ordinario al raggiungimento dei requisiti imposti dall&#8217;autorità tributaria cinese. Questi possono variare a livello locale, ma si compongono solitamente di minimi legati alle vendite, al numero di personale, e così via.</p>
<p>L&#8217;aliquota IVA per i contribuenti ordinari è in genere pari al 17% (in alcuni casi anche al 13%), mentre è del 3% per i piccoli contribuenti.</p>
<p>La differenza principale tra queste due categorie dipende dal fatto che mentre i contribuenti ordinari possono scaricare l&#8217;ammontare totale dell&#8217;IVA a credito, pagata sull&#8217;acquisto di nuovi macchinari e dei beni acquistati, dall&#8217;IVA a debito derivante dalla vendita dei loro prodotti, questo non è possibile per i piccoli contribuenti, risultando un aumento significativo dei costi per questi ultimi.</p>
<p>La Cina prevede inoltre un sistema a più livelli di rimborso di parte o del totale dell’IVA a credito sui beni esportati, anche in questo caso solo per i contribuenti ordinari. La parte di IVA rimborsata varia dal bene in questione seguendo anche in questo caso direttive tese a incoraggiare o scoraggiare la produzione e/o commercializzazione di certi prodotti per l’export.</p>
<p><strong><em>Business tax</em></strong></p>
<p>La Business Tax è un’imposta trasversale che si applica sul fatturato per la vendita di servizi. Le aliquote variano dal 3 al 5%, in qualche caso particolare può arrivare anche al 20%.</p>
<p><em> </em><strong><em>Ritenuta d&#8217;acconto </em></strong></p>
<p>L&#8217;aliquota standard sulla ritenuta d&#8217;acconto per i profitti riconducibili alla Cina, per le società non residenti, è pari al <strong>10%</strong>. Le aliquote sulle ritenute d&#8217;acconto per dividendi, interessi e royalties variano però significativamente per molti di quei paesi (tra cui l’Italia) che abbiano siglato un accordo contro la doppia imposizione fiscale con la Cina.</p>
<p><em> </em><strong><em>Imposta sul reddito delle persone fisiche </em></strong></p>
<p>I redditi derivanti da salari e stipendi sono tassabili in base a <strong>sette aliquote progressive</strong> che vanno dal 3 al 45%. Il reddito imponibile mensile è calcolato al netto di una detrazione mensile standard di 3.500 Renminbi (RMB) per gli impiegati locali e di 4.800 RMB per gli stranieri che lavorano in Cina (inclusi i residenti di Hong Kong, Taiwan e Macao).</p>
<p>Gli oneri fiscali per gli stranieri si conteggiano, in genere, in base al periodo di tempo trascorso in Cina, in base alla fonte del proprio reddito e alla posizione ricoperta. Gli individui provvenienti da paesi che hanno siglato accordi contro la doppia imposizione con la Cina, che non occupano posizioni di senior management, e che  trascorrono meno di <strong>183 giorni</strong> in un anno solare nel paese sono esentati dall&#8217;imposta nel caso di <strong>retribuzione pagata da un soggetto giuridico estero</strong> e il cui reddito non sia attribuibile a un&#8217;organizzazione stabile in Cina.</p>
<p>Nel caso di paesi che non abbiano siglato accordo contro la doppia imposizione, il limite massimo entro cui si puo lavorare in Cina senza essere soggetti all’IRPEF è di 90 giorni. Un individuo che risiede in Cina tra i 90 e i 183 giorni deve comunque registrarsi presso le autorità fiscali prima dell&#8217;insorgenza dell&#8217;onere tributario o al momento della dichiarazione dei redditi al fine di beneficiare dei suddetti accordi.</p>
<p>Qualora l&#8217;individuo sia <strong>retribuito da un&#8217;entità cinese</strong>, ogni reddito derivante da prestazioni effettuate in Cina risulterà tassabile.</p>
<p>Gli individui che risiedono in Cina per più di un anno, ma<strong> meno di cinque anni</strong>, sono tenuti a dichiarare e versare le imposte sia per i redditi originati in loco che per quelli derivanti dall&#8217;estero  e percepiti da un&#8217;entità localizzata in Cina. Gli stranieri che risiedono in Cina per <strong>più di cinque anni</strong>, che non abbiano lasciato il paese per un periodo di <strong>30 giorni continuativi </strong>o di <strong>90 giorni cumulativi in un anno solare</strong>,  sono soggetti alla tassazione di tutti i loro redditi ovunque originati (world-wide income).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INDIA</strong></p>
<p><strong><em>Imposta sul reddito delle società</em></strong></p>
<p>L&#8217;imposta sul reddito sia per le società di proprietà indiana che per le succursali indiane di proprietà straniera, ivi incluse le società di persone a responsabilità limitata (LLP), è del <strong>30%</strong>, mentre sale al <strong>40%</strong> per le società estere cioè registrata al di fuori dell&#8217;India.</p>
<p>Anche le società estere con lavoro a contratto in India saranno soggette a un&#8217;imposta sul reddito pari il 40% del reddito netto generato dal suddetto contratto.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Imposta sul valore aggiunto </em></strong></p>
<p>L&#8217;imposta sul valore aggiunto si applica <strong>soltanto ai beni e non ai servizi</strong>. L&#8217;IVA si applica in ogni fase della vendita e un sistema di credito registra l&#8217;imposta pagata. Vi sono quattro categorie, che includono 550 tipologie di beni:</p>
<ul>
<li>Prodotti base (essential commodities) 1%</li>
<li>Oro, argento e pietre preziose 1%</li>
<li>Prodotti industriali, beni d&#8217;investimento e prodotti di largo consumo, ivi inclusi medicinali, farmaci, prodotti industriali e agricoli, beni strumentali e merci speciali  4%</li>
<li>I rimanenti prodotti, ivi inclusi derivati del petrolio, tabacchi, liquori ecc.  (Questi beni comportano aliquote maggiori che variano da regione a regione). 12,5%</li>
</ul>
<p>Zucchero, prodotti tessili e derivati di tabacchi sono esenti dall&#8217;IVA per un anno</p>
<p>Tutte le aziende hanno l&#8217;obbligo di effettuare la <strong>registrazione ai fini IVA</strong>, tranne le attività con fatturato inferiore a 500,000 Rupie indiane (INR), circa 7.600 euro, che ne sono esenti. I rimborsi IVA sulle esportazioni sono concessi per tutte le categorie di beni e servizi.<strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em>Ritenuta d&#8217;acconto</em></strong></p>
<p>La ritenuta di acconto sui dividendi (rimpatrio dei profitti verso la propria società controllante estera)  è del <strong>15%</strong> mentre i profitti rimpatriati da una succursale estera a una società indiana impone una ritenuta del <strong>30%</strong> (sebbene si parli al momento di un futuro ribasso al 15%).</p>
<p><strong><em>Imposta sul reddito delle persone fisiche</em></strong></p>
<p>L’india prevede diverse categorie di aliquota che dipendono dal reddito, ma anche dal sesso e dall’ età della persona. Le aliquote possono variare dall’esenzione totale fino a un massimo del 30%.</p>
<p>L&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche si basa anche sulla residenza dell&#8217;individuo e sulla fonte del suo reddito. Un individuo sarà considerato residente in India, qualora si verifichi una delle seguenti due condizioni:</p>
<p>a)      Permanenza in India, nell&#8217;anno di riferimento, per un periodo, o più periodi aggregati, pari o superiore a <strong>182 giorni</strong>, oppure</p>
<p>b)      Permanenza in India, durante i quattro anni precedenti l&#8217;anno di riferimento, per un periodo, o più periodi aggregati, pari o superiore a 365 giorni, accompagnato da 60 o più giorni di permanenza nell&#8217;anno di riferimento.</p>
<p>I residenti sono passibili d&#8217;imposta in base al loro reddito globale, mentre i non residenti sono passibili di imposta soltanto per il reddito generato, ricevuto o maturato in India. Pertanto, il reddito da lavoro dipendente sarà passibile d&#8217;imposta, indipendentemente dalla residenza del datore di lavoro.  Il reddito derivante dalla distribuzione dei profitti è esentasse in India.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Cina e India presentano un regime fiscale relativamente complesso e oneroso per le aziende. Le continue riforme messe in atto dai due governi rendono difficoltoso mantenere da un lato, un modello di business sempre efficiente e al passo con le opportunità offerte, e dall’altro, la certezza di non ritrovarsi in qualche modo in una situazione di difetto rispetto alle leggi locali.</p>
<p>Detto questo, l’interesse per i due maggiori paesi asiatici rimane alto e difficilmente la pressione fiscale e le difficoltà burocratiche scoraggiano chi vede interessanti opportunità di business, soprattutto in un periodo in cui i mercati occidentali sono fermi.</p>
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		<title>Presentazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche per il 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza, Tassazione e Contabilita’]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche (di seguito IRPEF) tutti gli individui residenti in Cina. Anche gli espatriati, quindi, che lavorano presso una società a partecipazione straniera (FIE) sono soggetti a IRPEF dal primo giorno di arrivo nel territorio cinese. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/presentazione-della-dichiarazione-dei-redditi-delle-persone-fisiche-per-il-2011.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono soggetti all&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche (di seguito IRPEF) tutti gli individui residenti in Cina. Anche gli espatriati, quindi, che lavorano presso una società a partecipazione straniera (FIE) sono soggetti a IRPEF dal primo giorno di arrivo nel territorio cinese.</p>
<p>Normalmente, questa imposta è trattenuta dallo stipendio o dal salario direttamente dal datore di lavoro ed è corrisposta all&#8217;autorità fiscale su base mensile. La dichiarazione dei redditi deve essere presentata all&#8217;autorità tributaria entro tre mesi dalla fine del precedente anno civile: ad esempio, per l&#8217;anno 2011, deve essere presentata tra il primo gennaio e il 31 marzo 2012. In caso di ritardi nella presentazione, si può incorrere in sanzioni fino a cinque volte l&#8217;ammontare dovuto.</p>
<p><span id="more-874"></span>La dichiarazione dei redditi annuale deve essere compilata dai contribuenti che ne sono soggetti in Cina e che si trovano in una delle seguenti cinque condizioni:</p>
<p>1) Il reddito annuale supera i 120.000 RMB</p>
<p>2) Il reddito è originato da due o più fonti interne alla Repubblica Popolare Cinese</p>
<p>3) Il reddito è originato da fonti esterne alla Repubblica Popolare Cinese</p>
<p>4) il reddito imponibile ricevuto non è soggetto a ritenute</p>
<p>5) Altre condizioni determinate dallo State Council</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Calcolare l&#8217;IRPEF per i redditi del personale espatriato</strong></p>
<p>Qualora l&#8217;individuo sia retribuito da un soggetto giuridico cinese, ogni suo reddito originato in Cina risulta tassabile.</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i redditi non generati in Cina o percepiti dall&#8217;estero, le imposte dovute dagli stranieri si conteggiano, generalmente, sulla base del periodo di tempo trascorso in Cina e sulla fonte del reddito stesso.</p>
<p>Gli individui che trascorrono meno di 90 giorni ( o 183 giorni per i residenti di quei paesi che hanno siglato un trattato contro la doppia imposizione con la Cina) in un anno civile nella Repubblica Popolare Cinese sono esentati dall&#8217;IRPEF, nel caso in cui la retribuzione sia pagata da un soggetto giuridico estero.</p>
<p>Gli individui che soggiornano nel territorio per più di 90 giorni (o 183), ma meno di un anno civile, sono soggetti a IRPEF per i redditi derivanti da lavoro dipendente in Cina, indipendentemente dalla fonte della retribuzione.</p>
<p>Risiedere in Cina per un anno civile significa che, durante l&#8217;anno civile, l&#8217;assenza temporanea dal territorio cinese è inferiore a 30 giorni consecutivi o a un periodo cumulativo di 90 giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Benefit da lavoro dipendente</strong></p>
<p><a href="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/02/10598461-spanish-tax-pressures-are-increasing.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-875" title="10598461-spanish-tax-pressures-are-increasing" src="http://www.china-briefing.com/news/it/wp-content/uploads/2012/02/10598461-spanish-tax-pressures-are-increasing.jpg" alt="" width="347" height="346" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Ai fini IRPEF, i redditi imponibili si riferiscono a &#8220;stipendi, salari, bonus, bonus di fine anno, utili sulle partecipazioni, indennità o sussidi o altre entrate relative alla prestazione o al lavoro dipendente&#8221;.</p>
<p>Alcuni tipi di benefit per i dipendenti stranieri possono essere esentati dall&#8217;imposta, qualora rispondano a certi requisiti. Detti requisiti includono (accompagnati da fattura, ove possibile):</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- Costi per l&#8217;alloggio</p>
<p><em> </em>- Costi di entità ragionevole per due rientri annui in patria</p>
<p><em> </em>- Costi di entità ragionevole per il trasloco</p>
<p><em> </em>- Rimborsi di entità ragionevole per pasti, lavanderia, corsi di lingua e spese per la scuola dei figli a carico in Cina. Tutti i rimborsi in contanti (<em>cash allowance</em>) per coprire le spese relative allo svolgimento del lavoro (come costi di viaggio o di intrattenimento) sono totalmente passibili d&#8217;imposta</p>
<p>Possono essere detratte dall&#8217;IRPEF, invece che essere pagate come indennità, spese specifiche sostenute dal dipendente, ad esempio intrattenimento, spese mediche, quote per club, viaggi locali, riviste, giornali, spese telefoniche ecc.</p>
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		<title>Singapore: overview sulle imposte</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/singapore-overview-sulle-imposte.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 03:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza, Tassazione e Contabilita’]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti Diretti Esteri e Commercio Estero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.china-briefing.com/news/it/?p=863</guid>
		<description><![CDATA[A Singapore, l'imposta sul reddito delle società, con lo scopo di attrarre investimenti dall'estero, è stata ridotta negli ultimi anni fino al 17% attuale.

La residenza ai fini fiscali della società dipende dal luogo in cui si svolgono controllo e gestione dell'attività. S’intende residente ai fini fiscali, una società cui controllo e gestione sono esercitati in Singapore. Pertanto, la filiale con sede a Singapore di una società estera non è generalmente considerata residente ai fini fiscali, poiché controllo e gestione sono esercitati dalla società controllante estera. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/singapore-overview-sulle-imposte.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Imposta sul reddito delle società</strong></p>
<p>L&#8217;imposta sul reddito delle società, con lo scopo di attrarre investimenti dall&#8217;estero, è stata ridotta negli ultimi anni fino al 17% attuale.</p>
<p>La residenza ai fini fiscali della società dipende dal luogo in cui si svolgono controllo e gestione dell&#8217;attività. S’intende residente ai fini fiscali, una società cui controllo e gestione sono esercitati in Singapore. Pertanto, la filiale con sede a Singapore di una società estera non è generalmente considerata residente ai fini fiscali, poiché controllo e gestione sono esercitati dalla società controllante estera.<span id="more-863"></span></p>
<p>Le società, con o senza residenza, ricevono lo stesso trattamento fiscale, con la differenza che le residenti possono usufruire di certi benefici che sono preclusi a quelle non residenti, come ad esempio la possibilità di esenzioni fiscali sui redditi da servizi e da distribuzione dei profitti generati all&#8217;estero, così come sugli utili della filiale estera, qualora siano soddisfatte alcune condizioni.</p>
<p>In base al programma &#8220;Productivity and Innovation Credit&#8221;, sono inoltre concessi degli incentivi fiscali, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, per investimenti  produttivi e innovativi. Le imprese, grazie a questo programma, possono ottenere dei versamenti contanti o deduzioni e agevolazioni pari al 400% delle spese fino a 400,000 dollari di Singapore (SGD) se rientrano nelle seguenti sei attività:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1.  Acquisto o nolo di sistemi automatici</p>
<p>2.  Attività di formazione</p>
<p>3.  Acquisizione di proprietà intellettuale</p>
<p>4   Registrazione di proprietà intellettuale</p>
<p>5   Ricerca e sviluppo</p>
<p>6   Attività di progettazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Imposta su beni e servizi</strong></p>
<p>L&#8217;imposta su beni e servizi prevista a Singapore è, di fatto, una tassa sul consumo applicata alle importazioni di beni e alla fornitura di beni e servizi nel paese. L&#8217;aliquota attuale è pari al 7%.</p>
<p>Soltanto le società il cui fatturato eccede il milione di dollari di Singapore, in ogni dodici mesi, devono registrarsi agli uffici competenti per versare questa imposta. L&#8217;imposta sui beni e servizi applicata e riscossa dalle suddette società è un&#8217;imposta a debito, mentre quella sborsata sugli acquisti e sulle spese è un&#8217;imposta a credito. Le imprese possono richiedere il rimborso dell&#8217;imposta a credito, qualora siano soddisfatte alcune condizioni.</p>
<p><strong>Ritenuta d&#8217;acconto</strong></p>
<p>La ritenuta d&#8217;acconto è applicabile ad alcune tipologie di pagamento verso persone fisiche e società non residenti, il cui reddito è generato a Singapore per servizi forniti o lavori svolti a Singapore.</p>
<p>Questa imposta si applica ai seguenti pagamenti:</p>
<p><em> </em>Interessi, commissioni, onorari relativi a prestiti o insolvenze</p>
<p><em> </em>Royalties e altri compensi per l&#8217;utilizzo o il diritto all&#8217;utilizzo di beni mobili</p>
<p><em> </em>Spese di gestione</p>
<p><em> </em>Servizi resi</p>
<p><em> </em>Affitti</p>
<p>L&#8217;aliquota sulla ritenuta d&#8217;acconto varia dal 10 al 20%. Le società non residenti,ai fini fiscali, possono richiedere il rimborso di tutte le spese sostenute a riguardo.</p>
<p><strong>Imposta sul reddito delle persone fisiche</strong></p>
<p>È prevista a Singapore un&#8217;aliquota progressiva che varia dallo 0 al 20%, applicabile ai redditi individuali dei residenti ai fini fiscali.</p>
<p>Si considera residente fini fiscali:</p>
<p><em> </em>un cittadino singaporiano oppure</p>
<p><em> </em>un cittadino con residenza a Singapore (SPR) che si è stabilito in modo permanente nel paese, oppure</p>
<p><em> </em>uno straniero che ha soggiornato o lavorato a Singapore per un periodo pari o superiore a 183 giorni nell&#8217;anno precedente (condizione non applicabile agli amministratori delle società).</p>
<p>Il reddito da lavoro dipendente, generato a Singapore da un individuo non residente, è soggetto ad un&#8217;aliquota del 15%, oppure all&#8217; aliquota da residente, secondo quella che porta un debito tributario maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La documentazione contestuale del transfer pricing in Cina</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/la-documentazione-contestuale-del-transfer-pricing-in-cina.html/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti Diretti Esteri e Commercio Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall'entrata in vigore, all'inizio del 2009, della dettagliata regolamentazione sul transfer pricing, l'autorità tributaria in Cina, ovvero la SAT, ha lanciato un chiaro segnale sull'intenzione di proteggere la fonte delle proprie entrate e di difendere in modo attivo il principio di arm's lenght nei prezzi delle transazioni infragruppo, ad esempio quelle tra quartier generale estero e WFOE in Cina. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/la-documentazione-contestuale-del-transfer-pricing-in-cina.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: -webkit-left;">Dall&#8217;entrata in vigore, all&#8217;inizio del 2009, della dettagliata regolamentazione sul transfer pricing, l&#8217;autorità tributaria in Cina, ovvero la SAT, ha lanciato un chiaro segnale sull&#8217;intenzione di proteggere la fonte delle proprie entrate e di difendere in modo attivo il principio di arm&#8217;s lenght nei prezzi delle transazioni infragruppo, ad esempio quelle tra quartier generale estero e WFOE in Cina.<span id="more-856"></span></div>
<p>Queste regolamentazioni introducono l&#8217;obbligo imprescindibile per il contribuente di preparare, presentare e conservare la documentazione sul transfer pricing a supporto del principio dell&#8217;arm&#8217;s lenght ovvero del realizzo di transazioni infragruppo alle medesime condizioni stabilite in transazioni comparabili in circostanze comparabili, tra soggetti tra loro indipendenti.</p>
<p>Nonostante tale obbligo si applichi al raggiungimento della soglia dei 200 milioni di RMB, è sempre più evidente che la documentazione richiesta va aumentando e che i soggetti in perdita in Cina sono obbligati a fornire detta documentazione, indipendentemente dalla loro grandezza o dallo scopo delle transazioni con le loro parti correlate o controllate. L&#8217;ampio utilizzo che l&#8217;autorità fiscale cinese fa dei formulari di raccolta dati sulle transazioni infragruppo, in fase di dichiarazione dei redditi annuale, supporta l&#8217;importanza della preparazione corretta di tale reportistica.</p>
<p>Nel 2010, il <em>Transfer Pricing Week Magazine</em> ha classificato la Cina al terzo posto per &#8220;l&#8217;aggressività&#8221; del proprio ente tributario, facendola avanzare di cinque posti dal 2007,  dietro soltanto a Giappone e India. Tutto ciò sta a significare che nessuna società estera che opera in territorio cinese può sottovalutare le disposizioni sul transfer pricing.  Le aree in cui va crescendo la sorveglianza comprendono la stima dei beni intangibili, l&#8217;utilizzo di appropriate analisi di funzione e dei contratti di produzione, nonché utilizzo di dipartimenti di R&amp;D.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La nuova Legge sulla Previdenza Sociale</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/la-nuova-legge-sulla-previdenza-sociale.html/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 06:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>China Briefing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.china-briefing.com/news/it/?p=845</guid>
		<description><![CDATA[Il 1 luglio  2011, la Cina ha implementato la legge sulla Previdenza Sociale ( “Nuova Legge”), gli obiettivi del governo attraverso questa nuova regolamentazione sono essenzialmente 3:

1)     Avere un maggiore controllo sui fondi contribuitivi del sistema previdenziale;

2)     Snellire l’amministrazione in modo che le aziende siano costrette a versare i contributi per intero;

3)     Migliorare nel complesso il sistema previdenziale per i residenti in Cina. <a href="http://www.china-briefing.com/news/it/la-nuova-legge-sulla-previdenza-sociale.html/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1 luglio  2011, la Cina ha implementato la legge sulla Previdenza Sociale ( “Nuova Legge”), gli obiettivi del governo attraverso questa nuova regolamentazione sono essenzialmente 3:</p>
<p>1)     Avere un maggiore controllo sui fondi contribuitivi del sistema previdenziale;</p>
<p>2)     Snellire l’amministrazione in modo che le aziende siano costrette a versare i contributi per intero;</p>
<p>3)     Migliorare nel complesso il sistema previdenziale per i residenti in Cina.<span id="more-845"></span></p>
<p>Fra questi obiettivi, il terzo può essere considerato quello finale, mentre il primo e il secondo sono strumentali per il raggiungimento dell’ultimo. Il governo cinese è consapevole che nel lungo periodo non potrà continuare a contare su investimenti stranieri, su lavoro a basso costo e su una pesante pressione fiscale per continuare a sviluppare l’economia. Ciò che manca è un’adeguata spesa nazionale da parte delle famiglie cinesi supportata da un efficace sistema previdenziale.</p>
<p>Una delle principali ragioni per le quali il popolo cinese non ama spendere (anche se recentemente c’è una certa inversione di tendenza), è la mancanza di un’efficace rete di sicurezza sociale nel caso in cui dovesse capitare qualcosa di indesiderato al proprio nucleo familiare, tutto ció in un contesto ove c’è una dilagante sfiducia  verso i fondi pensionistici cinesi.</p>
<p>Con la revisione del sistema previdenziale, il governo sta tentando di arginare i problemi suddetti, tuttavia, come spesso accade in Cina, le difficoltà sorgeranno nella fase di realizzazione e implementazione.</p>
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