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	<title>Italian China Briefing News</title>
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		<title>L’applicazione dei diritti di proprietà intellettuali in Cina: come agire contro i trasgressori</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/l%e2%80%99applicazione-dei-diritti-di-proprieta-intellettuali-in-cina-come-agire-contro-i-trasgressori.html/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[11 marzo &#8211; Malgrado le recenti migliorie alla regolamentazione sull’IPR (Intellectual Property Rights) e alla sua attuazione da parte delle autorità cinesi, la protezione della proprietà intellettuale resta ancora uno dei maggiori ostacoli all’ingresso di nuovi investitori stranieri in Cina.
Secondo i dati contenuti nei report dell’IPRI per il 2007 e 2009 (forniti dalla Property Rights [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 marzo &#8211; Malgrado le recenti migliorie alla regolamentazione sull’IPR (<em>Intellectual Property Rights</em>) e alla sua attuazione da parte delle autorità cinesi, la protezione della proprietà intellettuale resta ancora uno dei maggiori ostacoli all’ingresso di nuovi investitori stranieri in Cina.</p>
<p>Secondo i dati contenuti nei report dell’IPRI per il 2007 e 2009 (forniti dalla Property Rights Alliance), sebbene abbia ricevuto la stessa votazione in entrambi gli anni (4.4 nell’IPR Index), la Cina è scesa dalla 45<sup>ma</sup> alla 68<sup>ma</sup> posizione nel ranking internazionale.<span id="more-222"></span></p>
<p> Rimane ad oggi difficile per le aziende straniere (ma anche domestiche) districarsi tra le leggi delle diverse province. Andiamo a vedere qui la distinzione tra l’azione amministrativa e civile (secondo il principio del <em>dual enforcement</em> fornito dalla legislazione cinese).</p>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">L’azione amministrativa</span></strong> può essere promossa attraverso diverse agenzie cinesi, quali il <em>Technical Supervision Bureau</em> (TSB), l’<em>Administration for Industry and Commerce</em> (AIC) and il <em>Copyright Office and Patent Administration Office</em>, che hanno il potere di effettuare ispezioni e, per lo meno in alcuni casi, perfino di sequestrare i beni oggetto della contravvenzione e imporre multe. L’azione è sempre eseguita dagli uffici amministrativi locali. I vantaggi di questo tipo di procedimento sono la sua velocità ed economicità, mentre dall’altro canto esso non conduce spesso ad intimazioni reali e danni ai contravvenenti. L’azione può assumere tre diverse accezioni a seconda del tipo di proprietà violata:
<ul>
<li>Azione amministrativa contro violazioni di brevetti (quali le invenzioni, gli <em>utility model </em>e design): esse sono applicate dal SIPO (State Intellectual Property Office della Repubblica Popolare Cinese);</li>
<li>Azione amministrativa contro violazioni di marchi registrati (attuata dal SAIC): è molto popolare poiché le formalità necessarie al suo espletamento sono ridotte al minimo e può essere condotta senza informare preventivamente il contravventore;</li>
<li>Azione amministrativa contro violazioni di diritto d’autore, attuata dal National Copyright Administration (NCA). Tra i suoi effetti si hanno la confisca e la distruzione delle riproduzioni illegali, oltre che l’imposizione di multe.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Nel caso ci fosse la possibilità che il caso sia suscettibile di giudizio criminale, è tuttavia importante comunicare con il dipartimento amministrativo e, in seconda istanza, <strong>chiedere agli ufficiali di comunicare a loro volta con il PSB</strong> (Public Security Bureau, l’organo di polizia cinese), al fine di coinvolgerlo il prima possibile nell’azione amministrativa.</p>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">L’azione civile</span></strong> attraverso la Corte Popolare può essere richiesta nel caso si riscontri una sufficiente quantità di prove, o quando l’imposizione amministrativa non abbia successo. <span style="text-decoration: underline;">Questa azione può essere richiesta direttamente dal danneggiato.</span></li>
</ul>
<p> <span style="text-decoration: underline;">Quando si è in presenza di una grave contravvenzione, può essere attuata <strong>l’azione criminale attraverso il PSB.</strong></span> Anche l’autorità amministrativa può contattare direttamente il PSB: in questo caso, il preventivo giudizio dell’autorità non è cruciale per la decisione finale del PSB, poiché esso giudicherà anche in base alle informazioni raccolte attraverso proprie indagini.</p>
<p> È importante tuttavia, nel caso di ricorso presso il PSB o presso la Corte Popolare tramite azione individuale, <strong><span style="text-decoration: underline;">condurre indagini preventive al fine di raccogliere prove sull’identità del contravventore e sul crimine</span></strong>; in caso contrario, il caso non potrà essere accettato dalle due istituzioni.</p>
<p> L’onere probatorio che deve essere consegnato al PSB o alla Corte Popolare al fine di giudicare su di un caso di violazione di proprietà intellettuale è maggiore di quello richiesto dagli organi amministrativi competenti (precedentemente elencati). Infatti, il titolare dei diritti deve fornire:</p>
<ol>
<li>Il <span style="text-decoration: underline;">certificato di proprietà intellettuale</span> (certificato di marchio registrato o di concessione d’uso);</li>
<li>I <span style="text-decoration: underline;">relativi documenti dei prodotti coinvolti </span>(dichiarazione di vendita non autorizzata da parte del contravventore, verifica dei prodotti sequestrati e dichiarazione sul prezzo di vendita);</li>
<li>Nel caso un agente agisse in nome del <em>right holder</em>, <span style="text-decoration: underline;">egli/essa deve fornire una procura distinta per il caso specifico</span>. Se la procura è firmata dal titolare fuori dai confini cinesi, <strong>il documento deve essere vidimato dal notaio responsabile per l’area e legalizzato dall’ambasciata del Paese d’origine del titolare danneggiato. </strong>Inoltre, il <em>right holder</em> dovrebbe indicare chiaramente nel documento di procura se desidera ricevere i documenti legali del caso criminale;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Campioni</span> dei prodotti originali.</li>
</ol>
<p> Tuttavia, <strong>l’informazione principale richiesta dagli organi civile e criminale resta quella sull’identità del contravventore</strong>: il danneggiato deve fornire indicazioni su un sospetto chiaro. In caso contrario, egli/essa non dovrebbe insistere nell’intentare una causa criminale, poiché il PSB o la Corte Popolare non potranno procedere.</p>
<p> Per concludere, altri e più immediati modi di tutela delle IPR sono:</p>
<ul>
<li>La compilazione di una <span style="text-decoration: underline;">lettera firmata</span>, da spedire al contravventore chiedendogli/le di fermare l’attività illecita, allegando l’impegno scritto di non procedere oltre con la violazione (se infruttuosa, essa costituirà comunque una prova per le azioni successive);</li>
<li>I <span style="text-decoration: underline;">centri di assistenza per la Proprietà Intellettuale</span> (<em>IPR complaint centers</em>), creati su iniziativa del governo cinese, che pero non hanno il potere di attuare alcuna azione amministrativa (il servizio è telefonico e fornito solo in lingua cinese).</li>
</ul>
<p> Federica Andrighetto per <a href="http://www.china-briefing.com/it">China Briefing</a></p>
<p><em>Per ulteriori informazioni sull&#8217;argomento e per assistenza legale, contabile e fiscale in Cina, India e Vietnam, contattare italiandesk@dezshira.com</em></p>
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		<title>Cina: Ufficio di Rappresentanza contro Foreign Invested Commercial Enterprise</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/cina-ufficio-di-rappresentanza-contro-foreign-invested-commercial-enterprise.html/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 16:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza, Tassazione e Contabilita’]]></category>

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		<description><![CDATA[Editoriale a cura di Chris Devonshire-Ellis e Richard Hoffman 
 5 marzo – I recenti mutamenti alla tassazione degli Uffici di Rappresentanza in Cina iniziano a far riflettere sull’opportunità di utilizzare tale strumento societario come veicolo d’investimento, a causa della crescente pressione fiscale.
Nonostante sia spesso stato indicato come veicolo di investimento accanto alle WFOEs e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Editoriale a cura di Chris Devonshire-Ellis e Richard Hoffman </em></p>
<p> 5 marzo – I recenti mutamenti alla tassazione degli Uffici di Rappresentanza in Cina iniziano a far riflettere sull’opportunità di utilizzare tale strumento societario come veicolo d’investimento, a causa della crescente pressione fiscale.<span id="more-226"></span></p>
<p>Nonostante sia spesso stato indicato come veicolo di investimento accanto alle WFOEs e alle FICEs , la realtà è che non è mai stato considerato tale in senso stretto: in primo luogo, perchè non vi è alcun obbligo di capitalizzazione e quindi nessun investimento iniziale è previsto da parte del titolare straniero e, in secondo luogo, perché non sono autorizzati al commercio (non è ancora stato chiarito se gli uffici di rappresentanza possano commerciare, come sembrerebbe emergere dalla circolare di febbraio).</p>
<p>Negli ultimi 20 anni, gli uffici di rappresentanza sono stati utilizzati come “mezzo di esplorazione”, attraverso il quale  poter stabilire una presenza in Cina per comprenderne il mercato. Inizialmente, inoltre, i primi uffici di rappresentanza potevano essere stabiliti solamente in alcuni luoghi determinati, per esempio, in alberghi cinesi particolarmente controllati, e non era loro permesso l’affitto di un ufficio vero e proprio.</p>
<p>Ad ogni modo, questo tipo di struttura è stata sempre più presa di mira dalle autorità cinesi. Un modello di investimento molto comune agli investitori stranieri è l’utilizzo di un ufficio di rappresentanza in Cina, che segue tutti gli aspetti operativi, e una società offshore che fatturi dall’estero (spesso registrata a Hong Kong) senza quindi pagare tasse in Cina.  In questo modo, tutti i servizi vengono di fatto svolti in Cina, i profitti generati in Cina ma tenuti e tassati fuori, mentre l’ufficio di rappresentanza se la cava pagando qualche briciola (meno del 10% sulla somma dei costi). Nonostante ci sia stato il tentativo da parte della State Administration of Taxation (SAT) di combattere tale fenomeno attraverso la tracciabilità, provare il reddito tassabile all’estero rimane difficile.</p>
<p>Di conseguenza la SAT sta aumentando costantemente la pressione fiscale degli uffici di rappresentanza, arrivata ormai ad un tale livello che per molti investitori stranieri, una società commerciale potrebbe sicuramente rivelarsi un veicolo d’investimento più interessante. Oltre ad avere un imposizione fiscale crescente, gli uffici di rappresentanza rimangono limitati in termini di operatività. Vediamo quali sono le principali differenze, vantaggi e svantaggi di entrambi questi tipi di veicoli.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="119" valign="top">Tipo di società</td>
<td width="113" valign="top">Stato legale</td>
<td width="114" valign="top">Finalità</td>
<td width="111" valign="top">Vantaggi</td>
<td width="113" valign="top">Svantaggi</td>
<td width="1"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="119" valign="top">Ufficio di rappresentanza</td>
<td width="113" valign="top">Non ha personalità legale</td>
<td width="114" valign="top">Ricerche di mercato, ricerca fornitori/clienti, controllo qualità </td>
<td width="111" valign="top">Nessun capitale minimo richiesto, permette di creare una presenza stabile in Cina e di assumere personale </td>
<td colspan="2" width="114" valign="top">Complessa procedura di registrazione, non permette di fatturare ma solo di assistere come liaison office</td>
</tr>
<tr>
<td width="119" valign="top">FICE</td>
<td width="113" valign="top">Società a responsabilità limitata</td>
<td width="114" valign="top">fini commerciali di import export, vendita all’ingrosso e dettaglio</td>
<td width="111" valign="top">ha tutti i vantaggi di una società a responsabilità limitata, può operare indipendentemente</td>
<td colspan="2" width="114" valign="top">Capitale sociale minimo richiesto per la licenza commerciale; richiede struttura complessa e attenzione nell’operatività</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> Gli uffici di rappresentanza sono tassati sulla base delle loro spese, che includono quindi salari, affitto, spese di viaggio, bollette telefoniche, ecc. Secondo la nuova regolamentazione, l’aliquota d’imposta è intorno al 10,94% (ma può variare significativamente in base al settore). Se la somma delle spese di gestione di un ufficio di rappresentanza sono, per esempio, di 10.000 euro al mese, 1.094 euro dovranno essere versate all’erario.</p>
<p>Una società commerciale, invece, è soggetta ad una tassazione completamente diversa. L’imposta principale, ossia, l’Imposta sui redditi societari (Corporate Income Tax) viene applicata sui profitti, ed è del 25%. La società che vive di vita propria ed ha statuto di società a responsabilità limitata. Altre imposte importanti da tener presenti sono la Business Tax nella vendita di servizi e dell’IVA, che può tuttavia essere scaricata. In termini di operatività, questo tipo di società potrà assumere personale direttamente, effettuare attività commerciali  ed emettere fatture in valuta locale.</p>
<p> <em>Per ulteriori informazioni sull’argomento e per assistenza legale, contabile e fiscale in Cina, India e Vietnam, contattare <a href="mailto:italiandesk@dezshira.com">italiandesk@dezshira.com</a></em></p>
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		<title>L’8 marzo è il giorno internazionale della donna, le lavoratrici in Cina hanno diritto a mezza giornata di vacanza</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Storia & Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[3 marzo &#8211; L’8 marzo segna la giornata internazionale della donna. Una celebrazione per la quale il governo cinese riconosce a tutti i lavoratori di sesso femminile una mezza giornata di ferie.
Secondo i regolamenti del governo cinese , tutte le lavoratrici impegate a tempo pieno hanno di diritto alla mezza giornata di vacanza.
Le lavoratrici che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>3 marzo &#8211; L’8 marzo segna la giornata internazionale della donna. Una celebrazione per la quale il governo cinese riconosce a tutti i lavoratori di sesso femminile una mezza giornata di ferie.</p>
<p>Secondo i <a href="http://www.gov.cn/zwgk/2007-12/16/content_835226.htm">regolamenti del governo cinese </a>, tutte le lavoratrici impegate a tempo pieno hanno di diritto alla mezza giornata di vacanza.<span id="more-208"></span></p>
<p>Le lavoratrici che ricoprono funzioni essenziali per la società (come il personaleospedaliero o  di polizia), ai quali è richiesto di lavorare l’8 marzo, dovranno ricevere compensazione pari a tre volte il loro salario ordinario per la mezza giornata di lavoro aggiuntiva.</p>
<p>I datori di lavoro non sono tenuti a concedere questo beneficio, se l’8 marzo cade nei giorni del fine settimana o se le lavoratrici sono impiegate a contratto di lavoro part-time, e quindi già lavorano solo mezza giornata. Le aziende che non riconoscono il beneficio possono incorrere in sanzioni da parte del governo locale, se denunciati dai propri dipendenti. La Cina non riconosce alcun beneficio corrispondente per i lavoratori maschi.</p>
<p>Il giorno internazionale della donna fu per primo riconosciuto da Austria, Danimarca, Germania e Svizzera durante una conferenza a Copenhagen l’11 marzo 1911. L’8 marzo 2010 sancisce quindi il 101<sup>mo</sup> anniversario della ricorrenza, la quale celebra i risultati della donna in campo economico, politico e sociale.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Disponibile il Comunicato Statistico sulla Cina per il 2009</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/disponibile-il-comunicato-statistico-sulla-cina-per-il-2009.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[2 marzo – L’ufficio statistico statale (State Bureau of Statistics) ha rilasciato di recente il Comunicato Statistico sull’economia nazionale e lo sviluppo sociale per il 2009 (National Economic and Social Development Statistic Communiqué 2009). Il Comunicato delinea un miglioramento nella situazione economica generale e nuovi progressi negli impegni sociali.
 Il report  ripercorre il programma di piani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 marzo – L’ufficio statistico statale (State Bureau of Statistics) ha rilasciato di recente il Comunicato Statistico sull’economia nazionale e lo sviluppo sociale per il 2009 (National Economic and Social Development Statistic Communiqué 2009). Il Comunicato delinea un miglioramento nella situazione economica generale e nuovi progressi negli impegni sociali.</p>
<p> Il report  ripercorre il programma di piani e politiche, portate avanti da Pechino, al fine di affrontare la crisi finanziaria internazionale dell’anno scorso, incluso il piano di stimolo all’economia da 4000 miliardi implementato dal governo.<span id="more-205"></span></p>
<p>Il PIL cinese ha raggiunto i 33.530 miliardi, con una crescita annua attestatasi all’8,7%, secondo il Ministero del Commercio. La crescita del PIL è stata alimentata, in particolare, dagli investimenti  in beni immobili di 22.480 miliardi (con una crescita del 30,1% dal 2008).</p>
<p>L’inflazione si è mantenuta bassa nel 2009, con una diminuzione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI, consumer price index) dello 0,7 %.</p>
<p> In termini di collocazione geografica, il report mostra una maggior allocazione di investimenti nelle zone della Cina centrale e occidentale rispetto alle provincie orientali e nord orientali: ciò è un fatto positivo, dopo anni di crescita dominata dalle provincie costiere.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Calo nella produzione manifatturiera cinese</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/calo-nella-produzione-manifatturiera-cinese.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[2 marzo – La produzione manifattuera cinese è diminuita a febbraio,  mentre il Purchasing Managers’ Index (comunemente utilizzato per indicare lo stato di salute del settore manifatturiero) è scivolato da 55,5 a 52 per la prima volta da più di quattro anni.
 L’indice è compilato dall’Ufficio nazionale statistico cinese, dove i numeri al di sopra del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 marzo – La produzione manifattuera cinese è diminuita a febbraio,  mentre il <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Purchasing_Managers_Index">Purchasing Managers’ Index</a></em> (comunemente utilizzato per indicare lo stato di salute del settore manifatturiero) è scivolato da 55,5 a 52 per la prima volta da più di quattro anni.</p>
<p> L’indice è compilato dall’Ufficio nazionale statistico cinese, dove i numeri al di sopra del 50 indicano crescita e quelli al di sotto contrazione del mercato.<span id="more-202"></span></p>
<p>Alcuni analisti credono che il declino sia temporaneo e ne attribuiscono la causa alla festività del Capodanno cinese, caduta a metà febbraio. Questa ragione non spiega, tuttavia, perchè l’indice non sia diminuito per la stessa occasione negli scorsi quattro anni.</p>
<p>Altre spiegazioni date dagli analisti per questa riduzione includono i prezzi maggiorati dei beni internazionali, l’eccessiva capacità manifatturiera, la pressione salariale, l’inflazione e la minore spesa pubblica – suggerendo quindi che la caduta possa non essere interamente imputabile alle vacanze.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A marzo disponibili le licenze commerciali per le Foreign-Invested Partnership Enterprises</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/a-marzo-disponibili-le-licenze-commerciali-per-le-foreign-invested-partnership-enterprises.html/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[26 febbraio – Da marzo 2010 la State Administration of Industry and Commerce (SAIC) rende  disponibili le prime licenze commerciali per le Foreign-Invested Partnership Enterprises e le loro filiali .
 La licenza riporterà il numero di registrazione, il nome sociale, l’indirizzo principale per le operazioni commerciali, il nome dei soci esecutivi, l’oggetto sociale, il nome dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>26 febbraio – Da marzo 2010 la State Administration of Industry and Commerce (SAIC) rende  disponibili le prime licenze commerciali per le Foreign-Invested Partnership Enterprises e le loro filiali .</p>
<p> La licenza riporterà il numero di registrazione, il nome sociale, l’indirizzo principale per le operazioni commerciali, il nome dei soci esecutivi, l’oggetto sociale, il nome dei soci, la durata della partnership, la data di costituzione, il nome dell’autorità rilasciante la registrazione, la data di emissione e istruzioni preliminari.<span id="more-216"></span></p>
<p> Le Foreign-Invested Partnerships offrono un’alternativa per gli investitori stranieri per l’ingresso nel mercato cinese, in aggiunta alle Joint Ventures e alle Wholly Foreigne-Owned Enterprises. Questo tipo di struttura può essere costituita da due o più società o persone fisiche entrambe straniere oppure da una o più società straniere o persone fisiche assieme a una o più società o persone fisiche cinesi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pechino comunica le nuove politiche sul settore immobiliare</title>
		<link>http://www.china-briefing.com/news/it/pechino-comunica-le-nuove-politiche-sul-settore-immobiliare.html/</link>
		<comments>http://www.china-briefing.com/news/it/pechino-comunica-le-nuove-politiche-sul-settore-immobiliare.html/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.china-briefing.com/news/it/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[Pechino, 25 febbraio – Le nuove politiche immobiliari emesse ieri hanno l’obiettivo di frenare la crescita dei prezzi degli immobili e la speculazione immobiliare nella capitale cinese.
Le “Implementing Opinions for Promoting the Steady and Healthy Development of the Real Estate Market in Beijing” (Implementing Opinions) limitano il pagamento iniziale del mutuo per la seconda casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pechino, 25 febbraio – Le nuove politiche immobiliari emesse ieri hanno l’obiettivo di frenare la crescita dei prezzi degli immobili e la speculazione immobiliare nella capitale cinese.</p>
<p>Le “Implementing Opinions for Promoting the Steady and Healthy Development of the Real Estate Market in Beijing” (Implementing Opinions) limitano il pagamento iniziale del mutuo per la seconda casa ad un ammontare minimo del 40% del totale, e richiedono che la dimensione del singolo terreno dato in affitto a fini commerciali non superi i 20 ettari. Agli stranieri non è permesso l’acquisto di più di una proprietà a persona.  Questi dovranno inoltre essere in grado di dimostrare di aver lavorato o studiato almeno un anno nel paese per poter acquistare immobili a fini commerciali. Pechino richiede ora che gli immobiliaristi rivelino tutte le proprietà entro tre giorni. Dal 1° gennaio gli individui che rivendono le proprietà immobiliari acquisite da meno di cinque anni saranno passibili della relativa Business Tax per tutto l’ammontare della transazione.<span id="more-214"></span></p>
<p>Gli individui che rivendono immobili, non utilizzati come prima casa e  detenuti per più di 5 anni, oppure immobili utilizzati come prima casa e detenuti per meno di 5 anni, saranno passibili di Business Tax sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello originario di acquisto.</p>
<p>I prezzi dei nuovi appartamenti nelle maggiori città cinesi sono cresciuti rapidamente ed in modo maggiore rispetto alle reali possibilità dei salari medi cinesi. Nel 2009 il prezzo medio degli immobili a Shanghai, Hangzhou e Shenzhen è stato di 20.000 RMB ( circa 2.143 Euro) a metro quadro.</p>
<p>Secondo Soufun.com, sito web specializzato nel campo immobiliare, 52 nuovi progetti immobiliari in costruzione, che a marzo saranno lanciati a Pechino, costeranno in media 22.000 RMB al metro quadro.</p>
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		<title>Comunicate le nuove regolamentazioni sulla revisione contabile</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza, Tassazione e Contabilita’]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[22 febbraio – Il Consiglio di Stato cinese ha emanato di recente il regolamento attuativo riguardante la revisione contabile che sarà applicabile dal 1 maggio 2010.
Le modifiche riguardano  le responsabilità e i limiti degli uffici di revisione, le procedure al loro interno e gli obblighi legali. Nello specifico,  queste sanciscono l’obbligo per i revisori ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>22 febbraio – Il Consiglio di Stato cinese ha emanato di recente il regolamento attuativo riguardante la revisione contabile che sarà applicabile dal 1 maggio 2010.</p>
<p>Le modifiche riguardano  le responsabilità e i limiti degli uffici di revisione, le procedure al loro interno e gli obblighi legali. Nello specifico,  queste sanciscono l’obbligo per i revisori ad evitare  conflitti d’interesse con le aziende clienti e la massima confidenzialità per le autorità di revisione nel trattare i dati finanziari degli stessi.<span id="more-211"></span></p>
<p>Le nuove regole mirano, inoltre, ad evitare sprechi e a combattere la corruzione nei progetti finanziati dallo stato</p>
<p>Le autorità impegnate nelle revisioni saranno autorizzate a congelare i beni delle compagnie sottoposte a controllo per un tempo massimo di sette giorni, e le azioni con durata superiore dovranno essere approvate da un ufficiale in carica di livello superiore a quello locale.</p>
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		<title>China Briefing on-line diventa a pagamento</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>

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		<description><![CDATA[Pechino, 8 febbraio – Dopo dieci anni di pubblicazione gratuita, la versione on-line del mensile China Briefing, come quella di India Briefing e di Vietnam Briefing, è da oggi a pagamento.
La motivazione è illustrata dall’editore Alberto Vettoretti: “Negli ultimi dieci anni, abbiamo fornito agli imprenditori e ai manager stranieri operanti in Cina un servizio altamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pechino, 8 febbraio – Dopo dieci anni di pubblicazione gratuita, la versione on-line del mensile China Briefing, come quella di India Briefing e di Vietnam Briefing, è da oggi a pagamento.</p>
<p>La motivazione è illustrata dall’editore Alberto Vettoretti: “Negli ultimi dieci anni, abbiamo fornito agli imprenditori e ai manager stranieri operanti in Cina un servizio altamente specializzato e gratuito; in questi dieci anni China Briefing è diventato una fonte di notizia altamente rispettata e conosciuta nel settore”.<span id="more-219"></span></p>
<p> “Tuttavia, per continuare ad alimentarne la crescita e lo sviluppo, e al fine di poter garantire anche in futuro un prodotto di qualità in termini di contenuti tecnici, è giunto il momento per China Briefing di coprire le proprie spese di gestione. I costi del periodico sono troppo alti per poter permettere una sua distribuzione gratuita anche in futuro. Dopo attenta riflessione abbiamo convenuto un prezzo giusto e ragionevole di 10 dollari per numero (7,30 Euro circa), un prezzo comunque non elevato per i contenuti e la consistente ricerca che sta dietro ogni singolo articolo.”</p>
<p> I clienti e partners della società continueranno a ricevere il mensile on-line previa autorizzazione via password e la distribuzione cartacea rimarrà inalterata.</p>
<p> “I giorni dell’informazione gratuita e di qualità sul web o in carta stampata stanno, lentamente, giungendo al capolinea. Lettori di qualità richiedono prodotti di qualità, ed è nostra intenzione fornire ciò. Mentre ci aspettiamo che alcuni lettori si allontanino dalla testata e smettano di scaricare il periodico, siamo certi che la maggior parte dei nostri lettori continuerà a supportare ciò che è diventato una risorsa di valore. La raccolta di libri della collana China Briefing ha dimostrato che i nostri lettori apprezzano e fanno uso dei nostri prodotti e per questo vogliamo continuare a fornire una qualità ancora più alta di informazioni tecniche e aggiornate”.</p>
<p> Sebbene la versione on-line del mensile sarà ora disponibile solo a pagamento, China Briefing continuerà, tuttavia, a fornire news on-line e aggiornamenti in forma gratuita. L’Asia Briefing Bookstore continuerà ad avere versioni gratuitamente scaricabili per alcuni libri, guide e materiale collegato.</p>
<p>L’ultima pubblicazione gratuita disponibile sul sito, ad esempio, riguarda la città di Hunchun, nella provincia di Jilin, località chiave per gli investimenti in Nord Corea e in Russia.</p>
<p> Da oggi in poi, quindi, tutti i numeri di China Briefing Magazine, inclusi gli archivi e le nuove edizioni, saranno a pagamento.</p>
<p>Vettoretti conclude: “Ringraziamo tutti i nostri lettori per averci sostenuto negli ultimi dieci anni e confidiamo che essi comprenderanno le ragioni del cambiamento. China Briefing rimarrà ancora per moltissimo tempo una delle risorse principali per l&#8217;aggiornamento su come &#8220;fare business&#8221; in Cina e in Asia.”</p>
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		<title>I marchi italiani registrati in Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>

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		<description><![CDATA[1 febbraio – La newsletter mensile del Desk per la Tutela della Proprietà Intellettuale dell ICE di Canton, (IPR desk), riporta oggi i dati sul numero di marchi italiani registrati nel triennio 2006-2008, ottenuti dall’autorita’ competente per la registrazione (AIC).
In questi tre anni il numero dei marchi registrati è aumentato dai 435 casi del 2006 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 febbraio – La newsletter mensile del Desk per la <a title="Desk Tutela Proprietà Intellettuale" href="http://www.ice.it/paesi/asia/cina/desktutela_canton.htm">Tutela della Proprietà Intellettuale</a> dell ICE di Canton, (IPR desk), riporta oggi i dati sul numero di marchi italiani registrati nel triennio 2006-2008, ottenuti dall’autorita’ competente per la registrazione (AIC).<span id="more-200"></span></p>
<p>In questi tre anni il numero dei marchi registrati è aumentato dai 435 casi del 2006 ai 575 e 782, rispettivamente del 2007 e 2008.</p>
<p> Se nel 2006 il numero delle registrazioni italiane rappresentava lo 0,86%, e l’1,14% nel 2007, nel 2008 esse sono state pari all’1,38% del totale.</p>
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