Pechino e Shanghai rimuovono la richiesta di permesso per l’apertura di un conto bancario societario

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Pechino e Shanghai sono le ultime due città ad aver rimosso il requisito della richiesta di permesso per l’apertura di un conto bancario aziendale, decisione in linea con gli sforzi governativi per ridurre le incombenze burocratiche per le piccole imprese.

A partire da aprile 2019, le societa` incorporate a Pechino e Shanghai non dovranno più richiedere l’approvazione alla People’s Bank of China (PBC) per l’apertura di un conto bancario aziendale di base e temporaneo in Cina.

Il sistema dei permessi è stato sostituito da un più semplice sistema di registrazioni, entrato in funzione il 28 aprile 2019 a Pechino, il 30 aprile a Shanghai.

Apertura di un conto bancario aziendale in Cina

Grazie a questa nuova politica, le imprese che desiderano aprire un conto bancario aziendale devono solamente realizzare un semplice audit per l’apertura del conto.

Dopo questo audit, il conto corrente bancario e` operativo ed il suo intestatario può gestire la riscossione ed il pagamento di fondi da quella data in avanti.

La riforma dovrebbe ridurre le tempistiche necessarie per l’apertura di un conto da 4 a 1 o 2 giorni.

La Cina continua ad ottimizzare le procedure amministrative

Alla fine dell’anno scorso, lo State Council aveva preso l’impegno di rimuovere gradualmente il requisito della richiesta di permesso per l’apertura di conti bancari aziendali in tutto il Paese.

Lo scopo dell’attuale politica è di “promuovere la riforma in diverse regioni a gruppi e cercare di rimuovere il sistema di licenze in tutto il Paese entro la fine del 2019”, come annunciato da Fan Yifei, Vice Direttore della PBC, in una conferenza stampa all’inizio dell’anno.

La politica è nata inizialmente come progetto pilota della PBC in due città nel Jiangsu e nel Zhejian nel giugno scorso. Con la sua riuscita, a febbraio 2019 essa è stata estesa al resto delle due province.

L’anno scorso la Cina ha compiuto enormi progressi nel migliorare il proprio ambiente imprenditoriale, saltando dalla 78° alla 46° posizione in graduatoria nel “Report sulla facilità di fare impresa” della Banca Mondiale.

Quest’anno la Cina rimane determinata a scalare le classifiche globali ed il governo continua ad introdurre misure limitate e graduali per ottimizzare le procedure amministrative per le imprese.

Se da una parte tutte le imprese otterranno sicuramente dei vantaggi da quest’ultima riforma, le piccole e medie imprese (PMI) ne beneficeranno particolarmente, poiché generalmente sono le più sensibili ai considerevoli costi di tempo e denaro necessari nella fase iniziale di insediamento della società.

Si auspica che quest’ultima manovra per la rimozione delle licenze all’apertura di un conto bancario, unitamente alle riforme per la semplificazione delle procedure di insediamento societario, specialmente nelle città più grandi come Pechino, favorisca la presenza di più PMI in Cina.

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