Il settore dell’intrattenimento in Cina: opportunità e tendenze

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di Ginevra Bonina

Negli ultimi anni si è assistito a una crescita esponenziale nel settore dell’intrattenimento in Cina e per il quinquiennio 2015-2019 è previsto un tasso di crescita annuale composto (CAGR – Compound Annual Growth Rate) del 10 per cento. Lo sviluppo del settore, il quale registra in Cina un tasso di crescita maggiore di quello globale, è da considerarsi un fenomeno economico, sociale e politico.

L’ascesa della classe media cinese, l’aumento del reddito pro-capite e del potere d’acquisto, dovuti allo sviluppo economico intensivo degli ultimi vent’anni, hanno determinato una spesa di RMB 800 milioni nel settore intrattenimento solo nel 2014, specialmente nei settori dell’industria cinematografica e  dei videogiochi.

^D587458E1DEF4E7D9B29F66E6D72590E178ABFC2F91AD6F1B1^pimgpsh_fullsize_distrIn passato vigeva un modello economico basato sulle esportazioni, mentre oggi il governo propone un modello economico di consumo basato sulla domanda interna e, nel tredicesimo Piano quinquennale (2016-2020), dei settori chiave per gli investimenti, fra cui l’industria dell’intrattenimento. Sussistono inoltre motivazioni di natura economica e politica per perseguire questo obiettivo.

Il settore dell’intrattenimento rappresenta uno strumento potente di soft power per consolidare l’influenza globale della Cina, la quale prende come riferimento in questo campo il successo dei film di Hollywood, dei musical di Bollywood, dei drama sud-coreani e della cultura a essi legata.

Questo aspetto spiega la cautela con la quale il governo concede alle società straniere di investire in questo settore, ponendo per esempio delle quote limite di film stranieri “importati”, che si aggirano intorno ai 34 film per anno.

È importante sottolineare la differenza fra il settore dell’intrattenimento cinese (娱乐业Yuleye) e il settore dello show business come inteso in Occidente. Quest’ultimo comprende i settori televisivo, radiofonico, cinematografico, musicale, radio e d’animazione. In Cina, questi settori fanno parte di due macro categorie distinte : Entertainment Industry  e Cultural, Sports and Entertainment Industries, che si occupa della produzione e distribuzione di tutti i mass media.

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Considerazioni giuridiche

Nonostante le limitazioni agli investimenti esteri presenti nel settore dell’intrattenimento, negli ultimi anni sono state adottate norme meno rigide per facilitare l’ingresso al mercato. A seguire, una tabella esplicativa delle operazioni che godono di un certo incoraggiamento, limitate e non permesse espresse dal governo nel catalogo degli investimenti esteri del 2015 e nella Negative List relativa alla Free Trade Zone di Shanghai.

Nella fase di costituzione societaria, ricordiamo l’importanza della corretta definizione del proprio business scope, ovvero delle attività principali che la vostra società ha intenzione di svolgere in Cina, che verranno riportate nella business licence.

Operare nell’ambito di un settore non dichiarato nel business scope è illegale e non permette l’emissione di fatture per i propri clienti e/o fornitori per detti settori non indicati. In particolare, per il settore dell’intrattenimento si consideri attentamente se inserire “cultural activities”, in quanto ciò comportebbe la richiesta da parte del China Cultural Bureau di alcune licenze aggiuntive e una verifica meticolosa delle procedure di richiesta del visto per i dipendenti.

 

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Considerazioni fiscali

Al fine di incentivare gli investimenti nel settore, il governo ha previsto degli incentivi fiscali.

Da gennaio 2014 viene applicata l’IVA (VAT-Value Added Tax) alle seguenti operazioni inerenti ai servizi cinematografici, televisivi e radiofonici:

  • Produzione: organizzazione, riprese, registrazione del suono, produzione di video clip e audio clip, testi e immagini, post produzione, traduzione, sottotitolatura, produzioni di titoli, crediti, trailer, effetti speciali, restauro e catalogazione.
  • Distribuzione dei contenuti.
  • Trasmissione dei contenuti nei cinema.

L’aliquota per i seguenti servizi è pari al 6 per cento. Tuttavia, per i contribuenti con un’entrata annuale inferiore ai RMB 5 milioni o per i contribuenti che si occupano di proiezioni cinematografiche nelle aree urbane, è prevista un’aliquota del 3 per cento.

 

Related Link Icon Per saperne di più: China Investment Roadmap: The Entertainment Industry

 

L’industria cinematografica 

La Cina rappresenta il secondo mercato cinematografico del mondo in termini di produzione e i suoi box office hanno registrato una crescita del 50 per cento nel 2016 rispetto al 36 per cento del 2013, secondo PwC.

L’industria cinematografica in Cina è un mercato in fase di sviluppo e  ricco di opportunità se si considera che vi sono attualmente solo 23 cinema ogni milione di abitanti, contro i 100 cinema ogni milione di abitanti degli Stati Uniti.

Nell’ultimo anno si è registrato un focus maggiore delle società cinesi nel settore con l’acquisto da parte di Wanda Group delle case cinematografiche statunitensi AMC Theathres e Legendary Entertainment, mentre Alibaba Pictures, sussidiaria di Alibaba, ha cofinanziato l’ultimo Mission Impossible e altre società stanno valutando l’acquisto di azioni della Paramount Pictures.

 

Accesso al mercato

Nonostante nel catalogo del 2015 la produzione e distribuzione cinematografica figurino come settori d’investimento limitato e la costituzione di una società a partecipazione totalmente straniera non sia permessa (eccetto per investimenti provenienti da Macao e Hong Kong), è possibile costituire una joint venture  con un partner cinese.

I requisiti sono i seguenti :

  • Capitale sociale superiore a RMB 6 milioni;
  • Permesso speciale per la proiezione di film;
  • Durata del contratto di joint venture inferiore ai 30 anni;

 

Quote annuali

Sono previste delle quote annuali che regolano l’importazione di film stranieri in Cina, in particolare, e come precedentemente emerso, è permessa la distribuzione nelle sale di soli 34 film stranieri ogni anno e ciò rende il mercato estremamente competitivo. Basti pensare che persino l’ultimo colossal della saga di Guerre Stellari “Star Wars: Il risveglio della Forza”, è stato costretto a posticipare di un mese l’uscita nelle sale da dicembre 2015 a gennaio 2016.

La strategia adottata dalla maggior parte delle case cinematografiche americane consiste nelle co-produzioni con partner cinesi e nell’importazione di film per la televisione (sul canale CCTV-6) e per piattaforme on line, il cui numero è illimitato.

 

Censura

La censura è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione quando si intende investire in questo settore, in quanto tutti i film nazionali e stranieri sono sottoposti al controllo della State Administration of Press, Publication, Radio, Film and Television (SARFT), secondo il seguente sistema:

  • I produttori inviano il film al Censorship Board per l’approvazione, la quale richiede all’incirca 30 giorni.
  • La SARFT verifica la coerenza ai requisiti governativi. In caso di parere negativo, i produttori hanno la possibilità di modificare i contenuti affinché il film risulti idoneo alla distribuzione.
  • Il film viene re-inviato alla SARFT per l’approvazione finale. Qualora vi fossero altre obiezioni da parte dei produttori, è possibile fare richiesta per una seconda revisione.

 

Ai sensi dell’art.25 delle Films Regulations, tutte le produzioni cinematografici devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Non possono andare contro i principi descritti nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese;
  • Mettere in pericolo la sicurezza nazionale, divulgare segreti di stato, sovvertire il governo, o minare l’integrità dello stato della RPC;
  • Istigare l’ostilità o la discriminazione tra le differenti nazionalità o minare la solidarietà nazionale della RPC;
  • Diffondere voci, disturbare l’ordine pubblico o minare la stabilità sociale della RPC;
  • Diffondere pornografia, oscenità, gioco d’azzardo, violenza, omicidi, terrore o istigare crimini nella RPC;
  • Insultare, diffamare gli altri e violare i diritti legali degli altri e gli interessi della RPC;

 

 Incentivi fiscali

Dal 1 Gennaio 2014 al 31 Dicembre 2018, il settore dell’industria cinematografica è esente IVA per le entrate che derivano dalla vendita dei film (incluse le versioni digitali), dalla cessione dei diritti d’autore, dalla distribuzione dei film e della proiezione di film nelle aree rurali. Per la proiezione dei film nelle aree urbane è previsto un sistema semplificato di calcolo dell’IVA. Sono esenti da IVA la produzione, distribuzione e proiezione di film fuori dalla Cina.

Inoltre, vi è un’aliquota pari al 15 per cento di imposta sul reddito (CIT-Corporate Income Tax) per le case cinematografiche classificate come società high-tech.

Infine, i contribuenti potranno risultare esenti dai dazi d’importazione su prodotti assemblati e ricambi che non possono essere prodotti in Cina.

 

Fattori di successo

  • Creare un brand forte enfatizzandone storia e qualità
  • Definire un business scope chiaro e obiettivi strategici
  • Adattarsi ai cambiamenti del mercato
  • Selezionare dei partner esperti nella distribuzione digitale
  • Anticipare i trend del consumo video su dispositivi mobili
  • Utilizzare i social media cinesi

 

Consigli per gli investitori

Alle società interessate a investire nel settore dell’intrattenimento è consigliato rivolgere la propria attenzione alle regioni costiere della Cina. Le città di prima e seconda categoria hanno tecnologie avanzate, un vivo interesse nei confronti della cultura occidentale e uffici governativi abituati ai rapporti con gli stranieri. Il settore è ancora in una fase iniziale, ma le opportunità per gli investimenti diretti esteri sono diversificate e proficue.

 


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