L’industria cinese della tecno-finanza

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Di Mark Preen

Con l’ascesa dell’industria della tecno-finanza in Cina, i tradizionali centri finanziari di Londra e New York stanno assistendo al rafforzamento dei loro concorrenti rappresentati da Shanghai e Shenzhen. Nonostante il settore finanziario cinese sia relativamente sottosviluppato e soggetto a restrizioni nei confronti della partecipazione straniera, l’industria della finanza digitale o della tecno-finanza (c.d. FinTech) ha subito un rapido sviluppo in questi ultimi anni, con un conseguente aumento delle innovazioni e della nascita di nuove aziende.

Sotto molti punti di vista, la Cina potrebbe essere considerata il leader del momento per quanto riguarda questa nuova industria emergente. Al termine del 2015, il paese contava 500 milioni di utenti nel campo della tecno-finanza e la dimensione del suo mercato complessivo eccedeva i 12 trilioni di CNY (ossia 1.87 trilioni di USD). Inoltre, le quattro società cinesi Tencent, Alibaba, Baidu e JD rientrano nella lista delle prime 10 società informatiche al mondo. Nel 2016 la Cina vantava 8 dei 27 “unicorni” mondiali della tecno-finanza – società, che a detta degli investitori, superano il valore di 1 bilione di USD.

È quindi chiaro che l’industria della tecno-finanza cinese è in rapida ascesa ed è in grado di offrire opportunità alle aziende di tecno-finanza e a quelle complementari. Tuttavia, è opportuno sottolineare che così come il settore finanziario cinese è poco aperto alla partecipazione estera, anche l’industria della tecno-finanza potrebbe rappresentare una sfida per le società estere.

Il panorama cinese della tecno-finanza

Esistono numerose ragioni per le quali l’industria tecno-finanziaria cinese si è sviluppata in modo così rapido. Le politiche di sostegno e l’allentamento normativo del governo cinese hanno favorito le innovazioni e gli sviluppi all’interno di questo tipo di industria. Tale industria ha anche aiutato a soddisfare le domande dei gruppi precedentemente esclusi dal sistema bancario tradizionale come le piccole e medie imprese (PMI) e coloro che hanno un basso reddito. Oltre a ciò, i consumatori cinesi sono più aperti alla condivisione di dati, in particolar modo le generazioni degli anni 80’ e 90’, le quali rappresentano i principali utenti dell’industria tecno-finanziaria.

Il rapido sviluppo di questa industria ha aperto un mondo di opportunità sia per i giovani che per le imprese tecno-finanziarie. Differenti soggetti, ognuno con i propri punti di forza e debolezza, stanno facendo quanto in loro potere al fine di cogliere queste opportunità. A detta di un resoconto pubblicato da McKinsey, le parti interessate possono essere raggruppate in tre principali categorie.

Internet distruptors

La prima categoria di soggetti è rappresentata dagli Internet disruptors. Queste società sono responsabili delle innovazioni di maggiore spicco in Cina. Tali innovazioni hanno sconvolto l’industria finanziaria tradizionale cinese, riscuotendo però il grande consenso del pubblico. Questa categoria comprende noti giganti digitali quali  Baidu, Alibaba e Tencent (BAT).

Ogni giorno, milioni di persone effettuano pagamenti a terzi tramite i loro cellulari, chi avvalendosi del servizio offerto da Tencent di Wechat Pay e chi utilizzando quello offerto da Alibaba di Alipay. Alla fine del 2015, il volume delle transazioni a terze parti effettuate in Cina ammontava a più di 10 trilioni di CNY (ovvero 1.56 trilioni di USD), superando leader americani e europei come ad esempio Paypal. Tramite le loro onnicomprensive piattaforme digitali ed i loro vasti ecosistemi in grado di penetrare le vite dei consumatori, i soggetti di questa categoria hanno il potere di raccogliere enormi quantità di dati. Tali dati possono rappresentare un vantaggio competitivo in quanto permettono di prevedere il comportamento dei consumatori e di offrire loro dei prodotti più personalizzati ed innovativi.

Tuttavia; non si deve pensare che gli Internet disruptors agiscano solo come intermediari per i pagamenti online, perché essi operano anche in altri segmenti dell’industria tecno-finanziaria in Cina, come ad esempio il segmento in rapida espansione della gestione delle attività finanziarie. Alibaba ha esteso la sua attività alla gestione delle attività finanziarie attraverso Yu e Bao, il cui attivo gestito nell’arco di soli due anni ha raggiunto i 700 bilioni di CNY (ovvero 109.34 bilioni di USD), divenendo così il secondo maggior fondo del mercato monetario a livello globale. Il sistema nazionale cinese dell’affidabilità creditizia è piuttosto sottosviluppato, e i soggetti facenti parte di questa categoria stanno utilizzando l’enorme quantitativo di dati a loro disposizione al fine di sviluppare dei punteggi di affidabilità creditizia per i singoli individui. Un chiaro esempio è rappresentato da “Sesame Credit”, l’agenzia di affidabilità creditizia online di Alibaba.

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Le istituzioni finanziarie tradizionali

La seconda categoria di soggetti è composta dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Sebbene si possa pensare che tali istituzioni possano percepire la tecno-finanza e altri soggetti ad essa connessi come potenziali minacce, la realtà è invece differente. Esse si stanno infatti dimostrando impazienti di sfruttare i vantaggi delle innovazioni tecno-finanziarie e non intendono lasciarsi sfuggire le opportunità che potrebbero derivarne.

Per trarre i massimi benefici da queste opportunità, molte di queste istituzioni hanno pubblicato delle strategie finanziarie. La banca industriale e commerciale cinese, Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), ha pubblicato la sua strategia finanziaria digitale “e-ICBC”, la quale offre una vasta gamma di prodotti e servizi nei settori dei pagamenti, finanziamenti ed amministrazione delle attività finanziare. ICBC e altre istituzioni finanziarie tradizionali sono in grado di offrire una vasta gamma di prodotti  e servizi professionali sviluppati in anni di esperienze e conoscenze istituzionali. L’alto rendimento del settore tradizionale bancario gli ha permesso di ricoprire una posizione ottimale per investire nell’industria tecno-finanziaria.

Tuttavia, se comparato ad altri soggetti nell’industria della tecno-finanza, questo tipo di istituzioni devono far fronte a normative più severe e conservative. In altre parole, anziché ricoprire il ruolo di leader all’interno di questa industria, esse ricoprono piuttosto quello di seguaci. Al fine di ricoprire posizioni per loro più vantaggiose,  esse collaborano con i soggetti di altre categorie. Esempi significativi sono rappresentati dalla banca cinese CITIC (China International Trust and Investment Company) che ha fondato la banca Baixin con il gigante motore di ricerca di internet Baidu, e dalla collaborazione nata tra la banca di Pechino e Tencent. Questi esempi dimostrano che i soggetti dell’industria della tecno-finanza hanno la possibilità di ricoprire una posizione più solida nel momento in cui optano per una collaborazione di reciproco vantaggio piuttosto che per una vera e propria competizione.

Le società a carattere non finanziario

La terza categoria di soggetti è costituita dalle società a carattere non finanziario. Questa categoria comprende le ben note società di vendita al dettaglio come Gome e Suning. Esse hanno una posizione vantaggiosa nella catena del valore per via della solida rete che le caratterizza e che permette loro di avere accesso ad un enorme quantitativo di dati offline. Inoltre, Internet disruptors e le istituzioni finanziarie tradizionali hanno un raggio d’azione ridotto all’interno di questo settore.

Poiché beneficiano di tali vantaggi, le società a carattere non finanziario sono in grado di offrire prodotti e servizi di tecno-finanza sia ai loro consumatori (c.d. business-to-consumers) sia ai fornitori di piccole e medie imprese (c.d. business-to-business). Pur rappresentando una parte cruciale dell’economia cinese, le PMI costituivano uno dei gruppi trascurati in precedenza dalle istituzioni finanziarie tradizionali.

Opportunità ed innovazioni

In un mercato in espansione ci sono sempre svariate opportunità per i diversi soggetti coinvolti. Ciò accade persino nei settori che presentano un alto tasso di competitività, sviluppo ed innovazione come ad esempio quelli dei pagamenti a terzi oppure delle industrie che detengono relazioni commerciali con i propri clienti (c.d. business-to-consumers). Tuttavia, l’industria della tecno-finanza si sta espandendo ad altri settori e nicchie sotto-settoriali. Saranno proprio questi ad offrire in futuro sempre maggiori opportunità. Ad esempio, le società a carattere non finanziario sono attive nel settore del commercio interaziendale, mentre ci sono altre società che stanno iniziando ad operare in nicchie sotto-settoriali come quelle che offrono prestiti destinati alla chirurgia estetica.

Così come ci sono opportunità per gli attori operanti nella tecno-finanza, ci sono anche opportunità per quelle società che non sono solitamente viste come interne a questa industria. Vista e considerata l’importanza che la raccolta e l’analisi dei grandi quantitativi di dati assume in questo contesto, le opportunità si estendono anche alle imprese che si occupano di analisi dei dati. Esse possono infatti collaborare con gli attori interni all’industria che da soli non hanno le capacità per svolgere questo tipo di lavoro.

Ci sono poi molti altri metodi che possono prevedere una collaborazione tra i soggetti operanti nella tecno-finanza e le società che si occupano di intelligenza artificiale (IA). L’IA potrebbe ad esempio essere utilizzata nella tecno-finanza con l’obiettivo di eliminare o ridurre le interazioni faccia a faccia in modo da ridurre i costi delle transazioni. StockMaster, l’applicazione di commercio in borsa di Baidu, sta già facendo uso dell’IA per fare previsioni sui cambiamenti di valore delle azioni.

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Sfide future

Nonostante le opportunità nell’industria della tecno-finanza abbondino, tuttavia la maggior parte delle attività che la riguardano sono svolte dagli investitori locali. Uno dei principali motivi alla base di ciò è rappresento dalle restrizioni governative imposte agli investitori stranieri.

PayPal non è stato in grado di ottenere alcuna licenza per i pagamenti locali. Di conseguenza gli investitori esteri sono stati esclusi dalla raccolta fondi a favore della banca cinese online WeBank di proprietà di Tencent. Gli investitori stranieri sono stati costretti a fronteggiare gli ostacoli derivanti dalle differenze culturali persino negli investimenti fatti nel mercato locale. Il successo di Apple Pay è stato limitato in quanto, a differenza dei suoi concorrenti cinesi, non è stato possibile integrarlo all’interno di importanti piattaforme come WeChat.

È possibile che in futuro il governo riduca le restrizioni imposte agli investitori stranieri, così che la Cina e i suoi attori locali possano beneficiare delle innovazioni, capacità ed esperienza estera. Nel frattempo, uno dei metodi attraverso cui le società estere hanno la possibilità di trarre vantaggio da questa sete della Cina per la tecno-finanza è quello di essere attivi sui mercati esteri, inclusi quelli in cui i consumatori cinesi stanno aumentando le loro spese ed investimenti.

Tuttavia i grandi attori cinesi come i giganti BAT (Baidu, Alibaba e Tencent) stanno cercando di internazionalizzare. Ai loro occhi appare difficile la possibilità di replicare il loro successo nazionale, è invece di gran lunga più semplice lasciare che le aziende estere competano con loro. Per quanto riguarda invece le imprese estere, sebbene esse vantino un vantaggio competitivo nei mercati esteri, potrebbero tuttavia ritenere più conveniente collaborare con gli attori cinesi interni all’industria della tecno-finanza.

Un’altra importante sfida che gli investitori devono affrontare è rappresentata dal contesto legislativo. In passato, le leggi erano state allentate al fine di agevolare l’industria e questa è stata proprio una delle ragioni per cui la tecno-finanza si è sviluppata così velocemente in Cina. Tuttavia, le autorità legislative cinesi stanno rafforzando il proprio ruolo al fine di permettere un più sano sviluppo dell’industria.

La necessità di rafforzare il ruolo normativo delle autorità è derivato dai casi di frode verificatisi in Cina. Un caso emblematico fu quello di Ezubao, sistema finanziario di rete paritaria, rivelatosi uno schema Ponzi da un milione di vittime, e per questo chiuso nel 2016. Un altro caso si verificò in settembre, mese durante il quale stava dirompendo in Cina una tecnologia conosciuta come l’offerta di moneta iniziale, la quale fece insorgere preoccupazioni nel governo, che decise quindi di metterla al bando.

È probabile che questa maggiore regolamentazione abbia un impatto significativo sugli attori interni all’industria, specialmente considerando il suo rapido sviluppo. Tuttavia è ancora incerto il modo in cui essa si manifesterà. Gli investitori coinvolti nell’industria della tecno-finanza dovrebbero quindi considerare questo aspetto prima di investirvi.

Fino ad ora, i soggetti interni a tale industria hanno avuto successo semplicemente seguendo le innovazioni degli altri soggetti coinvolti. Tuttavia ci sono molte altre opportunità di crescita. È probabile che l’introduzione di un quadro normativo e di una concorrenza più agguerrita conducano ad un periodo di consolidamento. I soggetti che emergeranno al vertice saranno leader capaci di sfruttare al meglio le opportunità attraverso l’innovazione e di affrontare abilmente le sfide e l’incertezza normativa.


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