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Cina: A breve la nuova legge sugli annunci pubblicitari

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Negli ultimi vent’anni, la Cina ha rivoluzionato il proprio corpus legislativo con una serie di significative riforme nella maggior parte dei settori: dagli investimenti esteri alla previdenza sociale, dalla tutela della proprieta’ intellettuale a quella dell’ambiente e della sicurezza alimentare. Una vera e propria eccezione e’ costituita dalle norme che regolano la comunicazione e gli annunci pubblicitari, le quali risultano datate. La legge sugli annunci pubblicitari (Advertising Law of the People’s Republic of China) e’ entrata in vigore nel 1995, mentre i “Regolamenti circa il controllo della pubblicita’” (Regulations for the Control of Advertising) risalgono al lontano 1987.

Considerando il rapido sviluppo dell’economia e delle tendenze in Cina, specialmente nell’ambito mediatico, le riforme in materia di comunicazione e pubblicita’ erano quindi attese da piu’ fronti. Nel Febbraio 2014, il Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito comunista cinese – il principale organo legislativo in Cina – ha pubblicato una prima bozza della nuova legge sugli annunci pubblicitari. La seconda bozza e’ stata presentata nel Gennaio 2015. Continue reading…

Cina: La nuova legge sulla sicurezza alimentare e’ tra le piu’ severe di sempre

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L’Assemblea Nazionale del Popolo ha recentemente approvato la legge sulla sicurezza alimentare, la cui ultima versione risaliva al 2009. La normativa prescrive rigidi accorgimenti che avranno un impatto considerevole sulle imprese alimentari, sia straniere che locali.

In vigore dal 1 Ottobre 2015, la nuova legge invia un segnale importante all’opinione pubblica. Il governo cinese e’ intenzionato a terminare il ciclo di scandali alimentari che da anni affligge il paese, e che ha fatto crollare la fiducia dei consumatori per i prodotti locali. Gli scandali hanno facilitato il successo dei prodotti d’importazione, ritenuti – soprattutto dalla classe media emergente – di indiscutibile qualita’. A titolo esemplificativo, segnaliamo come i marchi stranieri detengano l’80 percento del mercato dei prodotti alimentari per neonati. Una preferenza cosi’ marcata verso i prodotti di importazione e’ la diretta conseguenza di eventi drammatici come quello dello scandalo melamina del 2008, in cui latte in polvere contaminato causo’ almeno sei decessi e danni permanenti alla salute di oltre 300 mila bambini. Continue reading…

Previdenza sociale: Cosa devono sapere le imprese straniere

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Secondo il China Labour Bulletin (organizzazione non governativa attiva nella protezione dei diritti dei lavoratori cinesi), il corrente welfare cinese è il risultato di due importanti riforme: l’abolizione del posto di lavoro a vita nella pubblica amministrazione (c.d. “iron rice bowl”), e l’introduzione della politica del figlio unico. L’eliminazione dell’iron rice bowl ha fatto venir meno precedenti certezze quali posto di lavoro, alloggio, assistenza sanitaria e pensione che erano prima garantiti ad un considerevole numero di cittadini. La politica del figlio unico ha poi sensibilmente ridotto la possibilità da parte dei genitori in fase di anzianità di servirsi del sostegno dei propri figli.

In base al vigente sistema previdenziale cinese, le imprese (anche straniere), piuttosto che il governo, hanno quindi l’onere di contribuire al welfare del singolo lavoratore.

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Dal bollettino legale: Al via la nuova legge cinese sulla sicurezza alimentare, prevista per ottobre 2015

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Nell’aprile 2014, l’Assemblea Nazionale del Popolo  ha approvato e pubblicato la modifica alla legge sulla sicurezza alimentare, la quale entrera’ in vigore il 1 Ottobre 2015. Salutata come una delle leggi piu’ severe sulla sicurezza alimentare di sempre, il testo richiede alle societa’ che operano nel settore alimentare di istituire un sistema di auto-esaminazione e tracciabilita’. I venditori di prodotti alimentari online saranno obbligati per legge a fornire ai clienti informazioni circa il nome reale, l’indirizzo ed il contatto del distributore. Le norme circa i prodotti alimentari per l’infanzia si sono inasprite ulteriormente. Ai produttori di latte in polvere per bambini viene imposto l’obbligo di informare l’ente nazionale per l’alimentazione ed i farmaci (China Food and Drug Administration –  CFDA) circa le materie prime, gli additivi e, naturalmente, quanto destinato ad informare il consumatore a mezzo delle etichette. La sicurezza alimentare e’ divenuto un tema fondamentale a partire dallo scandalo melamina del 2008, in cui latte in polvere contaminato causo’ alcuni decessi e danni permanenti alla salute di 300 mila bambini.

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Le nuove Free Trade Zones, Parte 1: Guangdong

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In seguito alla positiva esperienza della Shanghai Free Trade Zone (SFTZ), il 12 dicembre 2014 il premier cinese Li Keqiang aveva annunciato il lancio di nuove Free Trade Zone (FTZ). Il 20 aprile 2015, il Consiglio di Stato cinese ha ufficializzato la costituzione di tre nuove FTZ all’interno della municipalità di Tianjin e delle province del Guangdong e Fujian. Inoltre, è stata fornita una versione aggiornata della cd. Negative List, che elenca i settori proibiti o ristretti alle imprese estere, e che verrà adottata nelle nuove quattro FTZ, inclusa Shanghai. Continue reading…

Fapiao ed imposta sul valore aggiunto in Cina

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Il sistema delle fapiao e’ spesso fonte di confusione per la tenuta della contabilita’ per chi entra nel mercato cinese. Il termine fapiao (letteralmente “fattura” in cinese) si riferisce alle ricevute ufficiali su cui tutte le transazioni commerciali effettuate sul mercato cinese devono essere registrate in forza della normativa locale.

A differenza delle normali ricevute, le fapiao sono stampate su un tipo di carta speciale da acquistarsi presso le autorita’ fiscali. Le transazioni non stampate su fapiao ufficiali non vengono riconosciute dalle autorita’ cinesi, determinando l’impossibilita’ di richiedervi le relative deduzioni fiscali o rimborsi. Per ottenere i c.d. reimbursement, i dipendenti devono quindi effettuare la dichiarazione delle spese mediante la presentazione di fapiao ufficiali all’impresa.

Le fapiao possono essere emesse esclusivamente per transazioni rientranti nell’ambito dell’attivita’ di impresa. Percio’, all’atto della richiesta della licenza per l’emissione di fapiao, le autorita’ fiscali determineranno il tipo e l’entita’ delle fapiao che l’impresa puo’ emettere sulla base delle dimensioni e del tipo di attivita’.

Related Link IconPer saperne di più: Understanding China’s ‘Fapiao’ Invoice System

La costituzione aziendale prevede la comunicazione del tipo di attivita’ svolta e la dichiarazione di mantenersi entro tale oggetto sociale. Il sistema delle fapiao costituisce un mezzo esecutivo di tale requisito, data l’impossibilita’ di emettere fapiao estranee all’attivita’ aziendale. In caso di mancata ricezione delle fapiao, i clienti dell’impresa a loro volta non saranno in grado di dichiarare i loro acquisti come spese.

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La Cina revoca gli incentivi fiscali per gli investitori stranieri

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Nel Dicembre 2014, il governo cinese ha emanato una circolare con la quale richiedeva alle autorita’ locali di revocare gli incentivi fiscali concessi agli investitori stranieri, inclusi sussidi ed incentivi relativi a spese di manutenzione. Nonostante la notizia possa sorprendere – e magari sconfortare – gli investitori, e’ necessario chiarire ad i nostri lettori che la Cina continuera’ ad offrire politiche fiscali preferenziali. Tuttavia, tali incentivi non potranno piu’ essere concessi autonomamente dalle autorita’ locali se non con previa autorizzazione del Consiglio di Stato (State Council), ed eventuali modifiche dei tassi fiscali dovranno essere introdotte con leggi promulgate dall’Assemblea Nazionale del Popolo.

A titolo di esempio, segnaliamo che il 29 Aprile 2015 l’ufficio delle imposte di Shenzhen ha pubblicato una “Guida alle politiche fiscali preferenziali per la Corporate Income Tax (CIT) nella Qianhai zone” (Guide to Preferential Corporate Income Tax (CIT) Policies for Enterprises in Qianhai Shenzhen-Hong Kong Modern Service Industry Cooperation Zone), secondo cui le societa’ operanti in specifici settori indicati dal governo potranno presentare domanda al fine di beneficiare di una CIT al 15 percento. Come si evince da questa recente riforma, gli incentivi fiscali continuano ad essere concessi, ma i governi locali – in questo caso quello di Shenzhen – devono ora ottenere previa approvazione dal Consiglio di Stato. Lo scorso Marzo, inoltre, le autorita’ locali hanno dovuto presentare al Ministero delle Finanze un rapporto sulle politiche fiscali preferenziali in uso nelle province cinesi. Continue reading…

La tutela del marchio nell’e-commerce in Cina

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China-LVInternet è l’indiscusso canale di vendita su scala globale. In Cina, l’e-commerce ha creato un mercato effettivo per più di 500 milioni di utenti, oltre un terzo della popolazione mondiale in rete, la quale e’ in continua espansione. Tuttavia, in aggiunta a venditori legittimi e prodotti originali, internet è una piazza rinomata per lo smercio indisturbato di prodotti contraffatti e piratati, in violazione, quindi, dei diritti di privativa industriale, comunemente noti come proprieta’ intellettuale (Intellectual Property Rights – IPRs).

Le imprese estere interessate a vendere online in Cina devono tenere in considerazione diverse tematiche. La strategia impone almeno tre fasi cosi’ distinte: (1) deposito della domanda di registrazione ed eventuale ottenimento della registrazione dei diritti di privativa, (2) monitoraggio dei siti di e-commerce (brand protection), e, se e quando necessario (3) richiesta di ritiro e distruzione dei prodotti contraffatti, piratati o non conformi.

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Asia Briefing Bookstore Catalogue 2013
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