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Scegliere un modello distributivo adeguato al mercato cinese: il caso del settore medico-sanitario

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Per  investire nel commercio delle apparecchiature mediche in Cina, è fondamentale concludere accordi adeguati per la distribuzione dei prodotti sul territorio. In tale mercato non esiste un modello distributivo ottimale, che si adatti alle differenti circostanze ed obiettivi degli investitori.  Per iniziare ad acquisire familiarità con i vari modelli, in questo articolo illustreremo le principali criticità della materia analizzando un caso.

Scenario:

V è una società europea specializzata nella produzione di prodotti per la medicazione ed impianti ortopedici. La scelta di investire in tale settore è maturata al termine di una dettagliata ricerca di mercato ed attente considerazioni. V detiene una controllata, che chiameremo V-FICE in quanto costituita come FICE (Foreign Invested Commercial Enterprise), nella città di Guangzhou (provincia del Guangdong). V-FICE ha ottenuto le necessarie licenze per operare in Cina.

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Prodotti BIO: come investire nel crescente mercato cinese del cibo sano

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Gli scandali alimentari e l’aumento della percezione del mangiare e bere sano hanno portato molti consumatori cinesi, specialmente della classe media, a spendere di più e acquistare cibi biologici o d’importazione. Questo fenomeno ha aperto nuove opportunità di investimento per gli operatori stranieri nel settore alimentare, in particolare per coloro che trattano prodotti biologici o, comunque, sani.

La nuova legge sulla sicurezza alimentare in Cina

Alcuni ritengono che la nuova legge sulla sicurezza alimentare, ufficialmente in vigore dal 1 Ottobre 2015, avrà bisogno di tempo per essere effettivamente applicata. L’auspicio e’ che la legge segni un punto di svolta per l’industria alimentare, tenendo sotto controllo l’utilizzo di additivi da parte dei produttori e introducendo sanzioni severe per ogni violazione. Per gli investitori nel settore alimentare, la legge introdurrà requisiti più elevati per l’ottenimento delle certificazioni necessarie alla distribuzione, soprattutto per i cibi organici. Continue reading…

Le nuove Free Trade Zone, Parte IV: Fujian

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Fujian Free Trade Zone

In seguito al successo della Free Trade Zone (FTZ) di Shanghai, la Cina ha annunciato la nascita di tre nuove FTZ nelle province del Guangdong e del Fujian e nella municipalità di Tianjin . Il governo, inoltre, ha rilasciato la nuova versione della cd. Negative List per gli investimenti stranieri, la quale verrà applicata per tutte e quattro le FTZ.

In questo ultimo articolo della serie dedicata alle Free Trade Zone, andiamo ad analizzare la Fujian FTZ, la quale ha come scopo primario quello di rafforzare la cooperazione ed i legami economici con Taiwan e di aprire il settore finanziario agli investimenti esteri. Le politiche che stimolano l’integrazione con Taiwan offrono interessanti opportunità per altri investitori stranieri che possiedono una rappresentanza nel territorio. Continue reading…

Le nuove Free Trade Zones, Parte III: Tianjin

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Il 20 aprile 2015 sono state ufficialmente costituite tre nuove Free Trade Zones (FTZ) nelle province del Guangdong e Fujian (nel sud della Cina) e nella municipalità di Tianjin, che aggiungendosi a Shanghai portano a quattro il numero di FTZ in Cina. La nuova FTZ di Tianjin, centro di produzione e distribuzione di crescente importanza, ha il potenziale per trasformare il panorama dello sviluppo e degli investimenti stranieri nel nord della Cina.

Tianjin, una delle quattro municipalità del Paese a circa 40 minuti di treno da Pechino, ha registrato una crescita considerevole negli ultimi anni. Il PIL di Tianjin è cresciuto del 10 percento nel 2014, raggiungendo 250 miliardi di USD (ovvero  1572 miliardi di RMB), ed è previsto che superi quello di Hong Kong a breve. La città ospita  il porto più importante del nord della Cina e zone di sviluppo quali la Binhai New Area e la Tianjin Economic-Development Area (TEDA), le quali hanno reso Tianjin un’importante destinazione per gli investimenti stranieri. I principali settori sono il manifatturiero, il farmaceutico, il metallurgico e i trasporti. Nel 2014, la Binhai New Area ha attratto  gli investimenti di 139 delle Fortune 500 companies, con un valore delle importazioni ed esportazioni pari a 93,83 miliardi di USD.

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Le nuove Free Trade Zones, Parte II: La Negative List

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Il 20 aprile 2015, il Consiglio di Stato cinese ha rilasciato, in aggiunta al quadro normativo relativo alle tre nuove FTZ (Free Trade Zone), la lista negativa (Negative List) sugli investimenti stranieri. In vigore a partire dall’8 maggio 2015 e relativa a tutte e quattro le FTZ attualmente in essere in Cina, la Negative List elenca i settori per cui gli investimenti esteri sono soggetti a restrizioni. Nei settori non inclusi nella lista, gli investitori stranieri godranno della parità di trattamento con riferimento alle imprese cinesi. Tuttavia, gli investimenti stranieri aventi potenziale impatto sulla sicurezza nazionale saranno sottoposti ad una Foreign Investment National Security Review.

Settori soggetti a restrizione – Aspetti rilevanti

Sebbene da un confronto testuale tra la Negative List della Shanghai FTZ del 2014 e la nuova versione del 2015 emerga un numero rilevante di cambiamenti, questi fanno capo principalmente all’unione di più articoli o alla loro riformulazione. Mentre la Negative List della Shanghai FTZ rappresentava essenzialmente una versione ridotta dell’Elenco dei Settori Aperti agli Investimenti Esteri (Catalogue for the Guidance of Foreign Investment Industries 2015), il testo del 2015 è più completo in quanto include anche le limitazioni e le restrizioni previste da altre leggi. Continue reading…

Lanciare il proprio sito web in Cina

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Un approfondito studio sull’iResearch (organizzazione leader nella ricerca e sviluppo delle società di internet in Cina) del Febbraio 2015, ha rivelato che il mercato dell’e-commerce in Cina ha raggiunto un valore di 12.300 miliardi di RMB nel 2014, equivalente a circa 2 miliardi di USD, registrando inoltre un sostanziale incremento del 21,3 percento delle vendite rispetto al 2013. I dati dimostrano come i consumatori cinesi si servono in maniera sempre crescente di internet per consultare le aziende ed acquistarne i beni e/o i servizi. Facile vedere come crescano quindi le opportunità per le aziende straniere, in particolare le PMI, scalpitanti per accedere al mercato dell’e-commerce in Cina.

Creare la versione cinese del proprio sito aziendale è il primo passo per una strategia e-commerce di successo. Adattare il sito alle esigenze del consumatore locale renderà l’attività commerciale più attendibile e fruibile ai consumatori. Di seguito analizziamo le più recenti pratiche per avviare un sito web commerciale in Cina. Continue reading…

Cina: A breve la nuova legge sugli annunci pubblicitari

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Negli ultimi vent’anni, la Cina ha rivoluzionato il proprio corpus legislativo con una serie di significative riforme nella maggior parte dei settori: dagli investimenti esteri alla previdenza sociale, dalla tutela della proprieta’ intellettuale a quella dell’ambiente e della sicurezza alimentare. Una vera e propria eccezione e’ costituita dalle norme che regolano la comunicazione e gli annunci pubblicitari, le quali risultano datate. La legge sugli annunci pubblicitari (Advertising Law of the People’s Republic of China) e’ entrata in vigore nel 1995, mentre i “Regolamenti circa il controllo della pubblicita’” (Regulations for the Control of Advertising) risalgono al lontano 1987.

Considerando il rapido sviluppo dell’economia e delle tendenze in Cina, specialmente nell’ambito mediatico, le riforme in materia di comunicazione e pubblicita’ erano quindi attese da piu’ fronti. Nel Febbraio 2014, il Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito comunista cinese – il principale organo legislativo in Cina – ha pubblicato una prima bozza della nuova legge sugli annunci pubblicitari. La seconda bozza e’ stata presentata nel Gennaio 2015. Continue reading…

Cina: La nuova legge sulla sicurezza alimentare e’ tra le piu’ severe di sempre

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L’Assemblea Nazionale del Popolo ha recentemente approvato la legge sulla sicurezza alimentare, la cui ultima versione risaliva al 2009. La normativa prescrive rigidi accorgimenti che avranno un impatto considerevole sulle imprese alimentari, sia straniere che locali.

In vigore dal 1 Ottobre 2015, la nuova legge invia un segnale importante all’opinione pubblica. Il governo cinese e’ intenzionato a terminare il ciclo di scandali alimentari che da anni affligge il paese, e che ha fatto crollare la fiducia dei consumatori per i prodotti locali. Gli scandali hanno facilitato il successo dei prodotti d’importazione, ritenuti – soprattutto dalla classe media emergente – di indiscutibile qualita’. A titolo esemplificativo, segnaliamo come i marchi stranieri detengano l’80 percento del mercato dei prodotti alimentari per neonati. Una preferenza cosi’ marcata verso i prodotti di importazione e’ la diretta conseguenza di eventi drammatici come quello dello scandalo melamina del 2008, in cui latte in polvere contaminato causo’ almeno sei decessi e danni permanenti alla salute di oltre 300 mila bambini. Continue reading…

Asia Briefing Bookstore Catalogue 2013
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