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L’imposta di bollo in Cina

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Come accade in numerosi Paesi, il governo cinese riscuote un’imposta di bollo (印花税, yinhuashui), richiesta per alcune tipologie di documenti legali. La “Regolamentazione Provvisoria del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese sulle Imposte di Bollo” (1988, modificata nel 2011) costituisce la principale disciplina in materia.

Sebbene l’imposta di bollo non rappresenti un’imposta gravosa per la maggior parte dei contribuenti, le imprese straniere sono comunque tenute al rispetto della regolamentazione vigente in materia. Il mancato versamento dell’imposta, o un pagamento inferiore della stessa, comporta una multa il cui ammontare potrebbe essere pari a 30 volte l’imposta esigibile. Per evitare tale conseguenza, gli investitori dovrebbero prestare attenzione alle regole fondamentali evidenziate in questo articolo. Continue reading…

Considerazioni strategiche per costituire una WFOE in Cina, parte 3: VAT e Corporate Governance

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selling construction materials in ChinaStatus di General VAT taxpayer

La Cina sta completando la sua transizione verso un sistema basato sull’IVA, ossia la VAT (Value-Added Tax), che sostituisce la precedente BT (Business Tax). Il primo ministro cinese Li Keqiang ha recentemente annunciato che, a partire dal 1 maggio 2016, tale riforma fiscale verrà estesa anche agli ultimi quattro settori ancora soggetti al regime della BT: costruzioni, immobiliare, settore finanziario e servizi sociali. Dopo quest’ultima riforma, il sistema basato sulla VAT sostituirà definitivamente la BT, senza che ciò tuttavia comporti, come sostenuto dal Governo, un aumento del carico fiscale rispetto al regime della BT.

La VAT cinese, corrispondente all’Imposta sul Valore Aggiunto italiana, è un’imposta indiretta sulle transazioni commerciali con un’aliquota che varia dal 3 al 17 per cento. Risulta evidente che, senza un’adeguata gestione della VAT, essa può rivelarsi un’imposta particolarmente onerosa. Continue reading…

Considerazioni strategiche per costituire una WFOE in Cina, parte 2: Holding, nome e indirizzo

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Elementi chiave e processi strategici per la costituzione di una holding

Per costituire una società a capitale interamente estero (Wholly Foreign Owned Enterprise, WFOE) in Cina occorre un investitore formale. L’investitore può essere il beneficiario ultimo di tutte le attività svolte in Cina oppure una struttura intermedia, comunemente chiamata holding.

In passato, diversi investitori hanno preferito beneficiare di alcune agevolazioni fiscali istituendo una holding in giurisdizioni che avessero stipulato con la Cina trattati di doppia imposizione particolarmente favorevoli, come ad esempio Hong Kong. Nonostante le agevolazioni fiscali continuino ad essere una ragione per cui molti scelgono di stabilire una holding come struttura intermedia per poi costituire una WFOE in Cina, tale opzione non è più scontata come in precedenza. Infatti, molti dei Paesi da cui provengono investimenti diretti esteri (Regno Unito, Paesi Bassi, Irlanda, ecc.) hanno stipulato con la Cina trattati di doppia imposizione favorevoli, rendendo così non più cruciale costituire una holding in giurisdizioni come Hong Kong. In ogni caso, i requisiti per godere di agevolazioni fiscali in Cina sono diventati più rigidi e le autorità cinesi prestano maggiore attenzione a inadempienze e abusi. Continue reading…

Considerazioni strategiche per costituire una WFOE in Cina, parte 1: Oggetto e capitale sociale

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Untitled-300x230I consumi interni in Cina sono in continua e rapida crescita e la richiesta di prodotti tecnologici e di brand occidentali è più forte che mai. Stabilire una presenza ufficiale in Cina tramite la costituzione di una società a capitale estero offre straordinarie opportunità, ma allo stesso tempo presenta svariati rischi, legati soprattutto al contesto in cui si opera. Ad esempio, nonostante il regime normativo cinese non risulti particolarmente complesso secondo gli standard internazionali, lo stesso risulta difficile da interpretare e necessita di essere analizzato e applicato con attenzione. Decisioni troppo affrettate possono condurre a situazioni spiacevoli, difficile ed onerose da correggere in un secondo momento.

Risulta pertanto opportuno valutare attentamente tutti i dettagli e le variabili di un investimento estero e agire strategicamente in sinergia con esperti e professionisti che operano abitualmente nei mercati asiatici. In questo articolo verranno esaminate alcune considerazioni iniziali per la costituzione di una società a capitale interamente estero (Wholly Foreign Owned Enterprise, WFOE) in Cina: oggetto sociale, finanziamento e capitale sociale. Continue reading…

Gli straordinari in Cina: quadro normativo e modalità di pagamento

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La questione degli straordinari é complessa e spesso controversa. É quindi consigliabile che i datori di lavoro comprendano le leggi cinesi legate agli straordinari cosí da evitare possibili criticità giuslavoristiche. Così come per altri temi critici alla conduzione di operazioni in Cina, anche questo è un argomento che richiede particolare attenzione.

La materia è disciplinata dal Codice del Diritto del lavoro (People’s Republic of China Labor Law). I dipendenti possono lavorare per non oltre otto ore al giorno. A fronte di questo dato, il numero di ore può essere esteso in particolari circostanze. Secondo quanto disciplinato dall’articolo 41 del Codice sul lavoro, i datori di lavoro devono consultarsi con le associazioni sindacali per accordarsi sugli straordinari. In caso di accordo, ai dipendenti è consentito lavorare per un periodo di tempo superiore alle otto ore. Tuttavia, anche quando gli straordinari vengono concessi, è importante ricordare che il numero di ore di straordinario non può essere superiore a tre. Inoltre, il Codice prevede un tetto di trentasei ore mensili di straordinario, che corrispondono ad un massimo di nove ore alla settimana. Continue reading…

Pubblicata la bozza di legge sul Transfer Pricing: documentazione e requisiti

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Il 17 Settembre 2015, la China’s State Administration of Taxation (SAT) ha rilasciato la nuova bozza della Circolare 2, “Implementation Measures for Special Tax Adjustment”, che sostituirà l’attuale legge Guoshuifa [2009] No.2. La Circolare riporta le nuove norme circa le procedure di transfer pricing insieme ad altre regolamentazioni anti-evasione.

In accordo con il progetto Base Erosion and Profit Shifting (BEPS), lanciato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la bozza presenta tre nuove sezioni: monitoraggio e gestione, transazioni intangibili e servizi intra-gruppo, e aggiornamenti sulla documentazione di transfer pricing. Tenendo come riferimento i principi guida alla base del progetto BEPS, evidenziamo di seguito le peculiarità rilevate nella bozza cinese e le principali novità introdotte nella documentazione richiesta durante la preparazione delle operazioni di transfer pricing. Continue reading…

Il trattato commerciale tra Cina e Hong Kong

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Il 27 novembre 2015 è stato firmato un trattato commerciale sui servizi tra la Cina e Hong Kong all’interno del precedente CEPA (“Mainland and Hong Kong Closer Economic Partnership Arrangement” del 2003), che entrerà in vigore a partire dal 1 giugno 2016. Lo scopo del trattato consiste nell’agevolazione dello scambio di servizi tra le due regioni, rimuovendo le attuali barriere di accesso al mercato.

Il CEPA già prevede una clausola per cui i prestatori di servizi di Hong Kong (che perlopiù dispongono di vantaggi competitivi – quali standard professionali, lingua, ecc.) possono godere di un regime di favore qualora costituiscano una società in Cina nel settore dei servizi, attualmente in rapida crescita. Tali incentivi prevedono il permesso di costituire società a capitale interamente straniero (cd. WFOE – Wholly Foreign-Owned Enterprise) con requisiti inferiori di capitale sociale, alleggerendo le restrizioni sulle partecipazioni al capitale di rischio, sulle locazioni geografiche e sull’oggetto sociale. Essenzialmente, tale accordo agevola l’accesso al mercato cinese ai prestatori di servizi di Hong Kong. Continue reading…

Il Giorno dei Single in Cina e gli acquisti online: la realtà dietro le statistiche

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La festa annuale dei single in Cina viene tradizionalmente utilizzata come pretesto per vendere in sconto la merce sulle piattaforme e-commerce e tale pratica ha riscosso particolare successo quest’anno, registrando ricavi pari a RMB 91 miliardi (USD 14.3 miliardi), ossia il 60 per cento in più rispetto all’anno precedente. Il record dell’anno passato è stato superato in 14 ore dall’inizio della giornata, generando USD 1.4 miliardi di ricavi nei primi otto minuti della giornata e USD 5 miliardi nei primi 90 minuti. Per paragonare la portata dell’evento, si pensi che l’anno scorso gli eventi Black Friday e Cyber Monday negli USA hanno generato vendite per USD 4 miliardi, cioè meno di un terzo. Continue reading…

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